Le pitture notabili di Bergamo/XIX

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XIX - Carità

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XVIII XX
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CARITÀ.


XIX.


EDificata con tre Altari, ma non ridotta per ancora alla total perfezione, da una Compagnia sondata sotto il Titolo della Carità, e composta di 24. Soggetti della più fiorita Nobiltà, e di sei del rango de’ Cittadini: l’Istituto de’ quali è di assistere ai Giustiziati. La prima Riduzione al numero di dodici Nobili fu fatta nel 1639 in S. Luccia, Chiesiuola sotto il Duomo; la seconda in S. Salvatore [p. 49 modifica]nel 1640. poscia in S. Agata; e finalmente fu canonicamente eretta e stabilita nel 1645. con l’Aggregazione a quella di S. Giovanni Decollato di Roma. È da ammirare in questa Chiesa un’eccellente Tavola al primo Altare, che è a destra dell’ingresso, rappresentante S. Gio. Batista decapitato col Manigoldo che tiene in mano il sacro Teschio, e più altre Figure, Opera la più bella che sia uscita dal pennello di Marco Olmo, lavorata in Bologna, col disegno e ritocco di Gio. Giuseppe dal Sole di lui Maestro. Di contro a questa Chiesa è osservabile la vasta Conserva di Acqua, in buona parte rilevata da terra, lunga passi andanti 36. e larga 8. della tenuta di tre mila seicento e cinquanta carra di liquore, coi due lati verso il Duomo, e la Pescherìa formati di marmi bianchi e neri, in tanti strati uguali, gli uni sopra gli altri ordinatamente disposti; dove agli anni passati si leggea un’Iscrizione dinotante l’anno della di lei costruzione, e i Dominanti di que’ tempi, ma che fu levata in occasione della nuova Fabbrica del Pubblico Museo di antiche Iscrizioni, e Bassirilievi, impiantato sulla prefata Conserva a spese della Città, essendone stato uno de’ principali Promotori il Nob. Sig. Co. Jacopo Carrara: il quale ha generosamente altresì contribuito del proprio per l’unione delle Lapidi, e per l’erezione dell’elegante e ben inteso Edifizio, comechè e’ non sia per ancora condotto all’ideata perfezione.

Proseguendo il viaggio, e voltando a destra subito fuori della Porta che è in testa al Mercato del Pesce, anticamente detto del Lino, e osservata la [p. 50 modifica]Statua in pietra dell’Architettura, con attenzione lavorata dal Sanzi, dirimpetto alla magnifica Porta del Palazzo de’ Marchesi Terzi; entreremo nella Chiesa, che è quasi di fronte, di

S. MARIA DI ROSATE.