Le rivelazioni impunitarie di Costanza Vaccari-Diotallevi/Documenti/I

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I. — Domanda d’impunità fatta dalla Diotallevi per sé e suo marito

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I. — Domanda d’impunità fatta dalla Diotallevi per sé e suo marito
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I.

Domanda d' impunità fatta dalla Diotallevi per sè e suo marito.

A dì 8 marzo 1862.


Costituita da SS. ecc. nelle carceri nuove ecc., Costanza Vaccari moglie di Antonio Diotallevi d'anni 22 del fu Giuseppe, di professione fotografa, mosaicista, pittrice, abitante in via del Farinone, N. 9 piano 2, la quale ammonita ec.

Int. Come, da quanto tempo e per qual causa trovasi qui detenuta.

Risp. È dalla mattina del 6 corrente che io sono stata arrestata dalla Gendarmeria in mia casa dopo aver sofferto una perquisizione, nella quale mi furono trovati diversi scritti, e vedute, e ritratti in fotografia. Arrestata che fui, venni trasportata alle carceri delle donne alle Terme Diocleziane, e quindi ieri fui portata in queste Carceri Nuove. Prima però di proseguire il mio costituto, domanderei in grazia che mi venisse accordata l’impunità libera per me e per mio marito, sulle cose che fossero per risultare a carico di entrambi, e che da me verrebbero limpidamente riferite con non poca utilità della giustizia.

Allora da SS. uditasi una tale dichiarazione e domanda, è stato sospeso il presente costituto a forma [p. 82 modifica]dell’art. 664 del Regolamento di Procedura Criminale comune.

Allora lettogli, lo confermò ec. e SS ordinò che E. C. venisse ricondotta al suo posto, ecc. M Gorga ud. 1, Div A. Balestra Att. M. ec.