Le rivelazioni impunitarie di Costanza Vaccari-Diotallevi/Documenti/XII

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XII. — Giovacchino Scarinci

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XII.

(Di carattere della Diotallevi.)

Glovacchino Scarinci


amico di Silvestro Ricci, di .... Donati, cappellaio in via Papale, di Costanza ed Antonio Diotallevi, di un certo Don Santi, canonico in S. Maria detta della bocca della verità, che abita nelle vicinanze di piazza Tartaruga; addetto al Comitato.

I luoghi da lui frequentati non mi sono cogniti; appartiene alla setta dall’epoca del 48.

I suoi dipendenti, che io conosca, sono Donati, Don Santi, Silvestro Ricci.

Corrispondeva al Venanzi, non se direttamente o per mezzo di qualche altra persona. Collettore dell’obolo Cavour; fu pregato da Costanza Diotallevi di girargli alcuna delle sue cartelle, e lui gliene dette via tre dicendogli

che avendo da dar via anche le sue non gliene poteva esitare di più.

Sui primi del mese di febbraio, il Governo gli fece fare una perquisizione in bottega, ma essendo poco accorto il Maresciallo, lui potè gittare fra il carbone varie carte che aveva e fogli. Così il Governo non potè rinvenire nulla: furono perquisiti tutti quelli che si trovavano in bottega, e fra gli altri il suddetto cappellaio Donati che avendogli trovato addosso la croce di Savoia fu arrestato, e non so se ancora stia in carcere: anche lui fu uno dei collettori dell’obolo Cavour per parte di Scarinci.

Scarinci, unitamente a Silvestro Ricci fanno l’emblemi di Savoia, che devono attaccarsi per le vie avendomene mandato varie a regalare ogni volta che le facevano.

Era addetto allo spionaggio sui reazionari.

Da lui mandai a sapere se De Dominicis fosse una delle spie pontificie che si trovano nelle file del Comitato, e mi mandò per risposta, esser certo, poichè era a lui cognitissimo: dunque da De Dominicis si potrà [p. 137 modifica]sapere altre cose sul suo conto: quando ricevette la perquisizione ne diede la colpa al Dominicis, perchè aveva per caso veduto non so qual carta che lui aveva.