Le rivelazioni impunitarie di Costanza Vaccari-Diotallevi/Documenti/XXVIII

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XXVIII. — Atti riservatissimi in prosecuzione degli altri

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XXVIII.

Atti riservatissimi in prosecuzione degli altri.1


Dissi che i settari si erano accostati a toccare le vesti di personaggi distinti e costituiti in alto grado, e su ciò io non saprei dire quali possano essere i canali, le persone che s’intermediano, li giri insomma del Partito. Solo posso raccontare di aver sentito dai primarii del Partito medesimo ritenere come della loro:

Monsignor Arborio Mella, monsignor Marcello Orlandini, monsignor Mancini.

Giungono inoltre a dichiarare di aver dalla loro gli Eminentissimi e Reverendissimi principi signori cardinali, Marini, Brunelli, Di Pietro, Mertel. Pietro De Angelis della Manziana aveva alcune lettere in cifra ed in iscritto; me ne mostrò una per sorta, dicendomi che era l’una di Marini, l’altra di Pi Pietro. Erano della cifra De Angelis, di cui al mio rivelo, ma non potrei dire se non che per di lui asserzione che fossero di questi Eminentissimi, perchè io non conosco i di loro caratteri.

Ho pur saputo che se non si è interessato alcun alto personaggio per la liberazione dell’Emo. card. De Angelis Filippo, lo si è perchè si teme che questo Emo. porporato potesse troppo addentrarsi ed addiventare intimo colla Santità di N. S.; se per riparare alla sua carcerazione si fosse fatto dal Santo Padre venire in Roma; e si crede che se ciò fosse per avvenire, goderebbe questo troppo le simpatie degli affezionati al Papato, e potrebbe, dicono essi, scomporre l’attuale andamento nella Corte pontificia. La setta lo teme assai e lo [p. 196 modifica]avversa e lo ritiene il più potente, il più abile fra tutti i Superiori da poter nuocere al Partito. In ogni volta che mi sono incontrato a sentir discorsi su lui, ho sentito parlarne con questa stima e con questo livore.

Datale lettura sotto questo stesso giorno 14 luglio 1862, ha confermato il tutto colla propria firma.

Costanza Vaccari Diotallevi2
E. D. Collemassi Giud. Commiss.
Così è G. Pesarini Attuario.


Note

  1. È l’ultimo appunto della Minuta di Rivelo tradotto in forma legale. Se non che quivi è aggiunta la storia dell’alto personaggio che ha tenuto lontano da S. S. il cardinale De Angelis per gelosia. Chi sia quest’alto personaggio si domandi al cardinale Antonelli. Non esce da questa giunta un qualche raggio di luce da schiarire il perchè siasi andato a cercare un traditore del Governo pontificio fra suoi famigliari? Egli sel veda. Ma se v’è di più vi è anche di meno: Collemassi ha fatto grazia a Monsignor Giraud.

    C. N. R.

  2. Che questa donna proteiforme, ora rivelante, ora spia, avesse venduto al Collemassi la sua coscienza, che le sue rivelazioni e denunzie, unico fondamento di quell’infame edificio che si chiama Processo Venanzi Fausti, non esponessero ciò che ella sapeva, ma ciò che al Collemassi accomodasse di sapere, risulta a chiarezza dagli atti. Ma a chi ne rimanesse ombra di dubbio, questa si dileguerà de( tutto, s' egli si faccia a vedere l’originale di questo documento. Ogni deposizione legale, ciascun lo sa, è scritta di carattere dell’attuario e firmata dal deponente non solo nel fine di essa ma in ciascun foglio intermedio, perchè sia garantito che la deposizione non possa venire alterata. Ebbene: appresso a questo documento esistono molti fogli bianchi portanti la sola firma di Costanza Vaccari Diotallevi. Se il Collemassi è uomo sleale, è però previdente. Questi fogli dimostrano ad evidenza, che quando per qualunque eventualità sia mancata al dottore Eucherio la rivelante o la spia, egli potè ancora farla parlare a suo modo senza bisogno di averla presente. Era un incomodo risparmiato alla Signora senza pregiudizio del Fisco.

    C. N. R.