Le smanie per la villeggiatura/L'autore a chi legge

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Lettera di dedica

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Le smanie per la villeggiatura Personaggi
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L'AUTORE

A CHI LEGGE.1


L’INNOCENTE divertimento della campagna è divenuto a’ dì nostri una passione, una manìa, un disordine. Virgilio, il Sannazzaro, e tanti altri panegiristi della vita campestre, hanno innamorato gli Uomini dell’amena tranquillità del ritiro; ma l’ambizione ha penetrato nelle foreste: i villeggianti portano seco loro in campagna la pompa ed il tumulto delle Città, ed hanno avvelenato il piacere dei villici e dei pastori, i quali dalla superbia de’ loro padroni apprendono la loro miseria. Quest’argomento è sì fecondo di ridicolo e di stravaganze, che mi ha fornito materia per comporre cinque Commedie, le quali sono fondate tutte sulla verità: eppure non si somigliano. Dopo aver dato al pubblico i Malcontenti e la Villeggiatura, la prima nel Tomo terzo, la seconda nel Tomo quarto del mio Teatro Comico dell’edizion del Pitteri2; ho trovato ancora di che soddisfarmi e di che fornire, non so s’io dica il mio capriccio o il mio zelo, contro un simile fanatismo. Ho concepita nel medesimo tempo l’idea di tre Commedie consecutive. La prima intitolata: Le Smanie per la Villeggiatura; la seconda: Le Avventure della Villeggiatura; la terza: Il Ritorno della Villeggiatura. Nella prima si vedono i pazzi preparativi: nella seconda la folle condotta: nella terza le conseguenze dolorose che ne provengono. I Personaggi principali di queste tre rappresentazioni, che sono sempre gli stessi, sono di quell’ordine di persone che ho voluto prendere precisamente di mira; cioè di un rango civile, non nobile e non ricco; poichè i Nobili e ricchi sono autorizzati dal grado e dalla fortuna a fare qualche cosa di più degli altri. L’ambizione de’ piccioli vuol figurare [p. 12 modifica] coi grandi, e questo è il ridicolo ch’io ho cercato di porre in veduta, per correggerlo, se fia possibile.

Queste tre Commedie, fortunate egualmente pel loro incontro, e per l’universale aggradimento del pubblico, sono state separatamente rappresentate con una distanza di qualche tempo dall’una all'altra, essendo con tal arte composte, che ciascheduna può figurare da sè, e tutte e tre insieme si uniscono perfettamente. Poteva io dunque per la stessa ragione separarle ne’ Tomi della mia novella edizione3, contentandomi di dare una Commedia inedita per ciascheduno, a tenore della promessa. Ma ho esaminato il fondo che ho ancora delle cose inedite: veggo che posso abbondare senza timor che mi manchino, ed ho piacere di dar unito un quadro, che piacerà davantaggio.

Osserverà meglio così il Leggitore la continuazion de’ caratteri sostenuti in tre differenti azioni; e se una delle difficoltà del Dramma consiste nel sostenere i caratteri in un’opera sola, piacerà ancor più vederli in tre sostenuti.

  1. Questa prefazione uscì la prima volta in testa alla commedia l’anno 1773. nel t. XI dell’edizione Pasquali di Venezia. Non esiste lettera di dedica.
  2. Si vedano i volumi XII e XIII della presente edizione.
  3. Intendesi dell’edizione Pasquali.