Le supplici (Eschilo)/Ultimo canto intorno all'ara e uscita

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Ultimo canto intorno all'ara e uscita

../Quarto episodio ../ IncludiIntestazione 28 aprile 2016 100% teatro

Eschilo - Le supplici (472 a.C.)
Traduzione dal greco di Ettore Romagnoli (1921)
Ultimo canto intorno all'ara e uscita
Quarto episodio Le supplici (Eschilo)
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ULTIMO CANTO INTORNO ALL’ARA E USCITA


coro delle danaidi
Strofe I
Su’, dunque, i Numi che la rocca guardano,
ch’ànno d’Argo tutela, ora si esaltino,
e quei che de l’Eràsino
avean dimora su le antiche prode.
E voi seguite i cantici,
ancelle! Alta la lode
voli a questa pelasgica città:
ché il Nilo gli inni miei piú non udrà!

Antistrofe I
Li udranno i fiumi che feraci e provvidi
sopra questa contrada i flutti volgono,
che con le pingui irrorano
fluenti questo suolo.

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Abbia la pura Artèmide
pietà del nostro stuolo..
Né me Citera in vïolento imene
stringa: ai nemici miei tocchi tal bene.
ancelle
Strofe II
Né Cipride trascura la pia nostra preghiera.
Presso a Giove, con Era,
grande è sua possa: onore ha per sue celebri
prove la Diva astuta.
E vicina ha la Brama, e l’altra tenera
figlia, a cui nulla mai non si rifiuta,
Süada allettatrice. Ed Armonia
compagna è pur di Cipride,
degli amor lungo la fallace via.

Antistrofe II
Su le fuggiasche vedo già furie, e crude offese,
e cruente contese.
O donde avviene che alla caccia rapida
cosí prospera l’onda
schiudasi? Oh! qual che sia, tua sorte compiersi
dovrà. Niun penetrar può la profonda
mente di Giove, né tramarle inganni.
Qual per mille altre femmine,
tale anche le tue nozze esito avranno.

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danaidi
Strofe III
1115Da me lunge tenga l’imene
coi figli d’Egitto il Saturnio.
ancelle
Supremo sarebbe tal bene;
ma i Numi distogliere è duro.
danaidi
E tu, che sai tu del futuro?
ancelle
Antistrofe III
1120A che speculare il pensiero
di Giove, l’estèrmine bàratro?
danaidi
Sia dunque il tuo dir meno altiero.
Qual darmi consiglio presumi?
ancelle
Ribelle non essere ai Numi!

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danaidi
Strofe IV
Questo imene con gl’infesti
miei parenti, iniquo imene,
o Giove, fa’ che da me lunge resti,
tu che un giorno con medica palma
lo sciogliesti dalle pene,
per addurla a nuova calma.

Antistrofe IV
Alle donne forze ei dia!
Sarò paga, ove a due parti
di male, una di ben commista sia.
Dian trionfo a giustizia gli Dei,
con le vindici loro arti,
per virtú dei voti miei.
Dopo quest'ultima preghiera le fanciulle abbandonano lentamente l'orchestra.


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