Leonardo prosatore/Novellette e bizzarrie/Tra morditori

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Tra morditori

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[p. 295 modifica]Tra morditori. — Uno vede una grande spada allato a un altro, e dice: — poverello! ell’è gran tempo ch’io t’ho veduto legato a questa arme: perchè non ti disleghi, avendo le mani disciolte e possiedi libertà? — Al quale costui rispose: — Questa è cosa non tua, anzi è vecchia. — Questi, sentendosi mordere, rispose: — Io ti conosco sapere sì poche cose in questo mondo, ch’io credevo che ogni divulgata cosa a te fussi per nova.


Uno disputando, e vantandosi di saper fare molti vari e belli giochi, un altro de’ circostanti disse: — Io so fare uno gioco, il quale farà trarre le brache a chi a me parrà. — Il primo vantatore, trovandosi sanza brache: — Che no, disse, che a me non le farai trarre! E vadane un paro di calze. — Il [p. 296 modifica] proponitore d’esso gioco, accettato lo ’nvito, improntò1 più para di brache, e trassele nel volto al mettitore delle calze, e vinse il pegno.


Uno disse a un suo conoscente: — Tu hai tutti li occhi trasmutati in istrano colore. — Que/lo li rispose intervenirli spesso: — Ma tu non ci hai posto cura. — E quando ti addivien questo ’? — Rispose l’altro: — Ogni volta ch’e mia occhi veggono il tuo viso strano, per la violenza ricevuta da si gran dispiacere, s’impallidiscono, e mutano in istrano colore.


Uno disse che in suo paese nasceva le più strane cose del mondo. L’altro rispose: — Tu che vi se’ nato, confermi ciò esser vero, per la stranezza della tua brutta presenza.

  1. Si procacciò.