Lettera di Raffaello d'Urbino a papa Leone X (ed. Visconti)/Dedica

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Dedica

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ALLA ECCELLENZA

DEL SIGNOR CONTE

FILIBERTO AVOGADRO DI COLOBIANO

CAVALIERE DI GRAN CORDONE DEL PERINSIGNE PONTIFICIO ORDINE DI S. GREGORIO MAGNO, GRAN CROCE CON LE INSEGNE IN DIAMANTI DI QUELLO DI CRISTO, COMMENDATOR DELL'ORDINE DI LEOPOLDO D’AUSTRIA E DI VARI ALTRI, GENTILUOMO DI CAMERA

DI SUA MAESTA’ IL RE DI SARDEGNA

PRIMO SEGRETARIO IN SECONDO DEL GRAN MAGISTERO DELL’ORDINE DEI SANTI MAURIZIO E LAZZARO, GRAN MAESTRO E CONSERVATORE GENERALE DELLA CASA DI SUA MAESTA’

LA REGINA MARIA CRISTINA



IL CAVALIERE PIETRO ERCOLE VISCONTI



La celebre lettera presentata a Leone X. da Raffaello di Urbino con la delineazione della antica città di Roma per lui ristaurata e rifatta dalle sue ruine, [p. 4 modifica]comparisce nuovamente alla luce sotto gli auspici dell’Eccellenza Vostra.

Il vostro nome per tanti titoli illustre ben è degno di andare unito con quei nomi famosi. Quel buon genio che avete di tante guise dimostrato a vantaggio delle lettere e delle arti, debbe rendervi [p. 5 modifica]accetta questa tanto insigne memoria, che appartiene alla istoria delle arti e dei monumenti dell’ eterna nostra città.

Piacciavi dunque di accogliere con la bella cortesia, che tanto adorna il nobile vostro animo, questo rispettoso mio dono; riguardando più alla qualità che alla [p. 6 modifica]mole dell’opera; più all’autore che la compose, che a me che ve la presento.

Con che pregando all’E. V. ogni felicità, con il maggiore ossequio passo a rassegnarvi la devota mia servitù.


Di Roma il 1. di Luglio dell’anno 1840.