Lettere scientifiche di Evasio ad Uranio/L'editore

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L'Editore

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Lettere scientifiche di Evasio ad Uranio I
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AI GIOVANI

STUDIOSI DELLE MATEMATICHE




L’EDITORE.


A crescere ne’ vostri animi quella nobile inclinazione che già provate per lo studio profondo e vasto delle Matematiche le seguenti Lettere, che perciò vi si offrono, serviranno mirabilmente. L’Autore di queste, che amò di celarsi assumendo il nome di Evasio, intese appunto di rivolgerle al vostro vantaggio ed eccitamento indirizzandole al supposto giovine Uranio. Comparvero pubblicate la prima volta queste Lettere in un riputato Giornale, che stampasi a Torino col titolo di Amico d’Italia, ma come uscirono a molto intervallo di tempo e di fascicoli, e quindi assai [p. 2 modifica]disgiunte una dall’altra e perchè inoltre a pochi di voi sarebbe facile per avventura il procuracele nel detto Giornale, così avrete in grado che siensi le medesime ristampate e raccolte di seguito nel presente picciol Volume. Si aggiunge che l’Autore, mio dolcissimo amico, prevenuto dell’attuale edizione e consentendola alle vive istanze che ne furono a lui fatte additò qualche leggier cangiamento da praticarsi rispetto alla edizion Torinese; le quali variazioni, benchè tenui, sono state introdotte, riuscendone così di maggior pregio la ristampa Modenese.

Non è però l’accennato il solo, anzi nè pure il precipuo scopo cui mirano le Lettere ad Uranio. Le Scienze matematiche quanto dilettano e sublimano l’umano intendimento e giovano per le applicazioni loro importantissime agli usi civili, vane sarebbero altrettanto e perniciose, qualora o allontanassero o rendessero chi le coltiva indifferente alla scienza de’ suoi più [p. 3 modifica]sacri doveri. Di questo paradosso lungi che tacciar si possano le Matematiche, se ne adontano esse per lo contrario, di lor natura e spirito essendo il muover sempre indagando la contraddizione per combatterla e distruggerla. Ma poichè gli uomini si lascian talvolta indurre ad abusare perfino le ottime cose, il chè si vide anche troppo, torna per conseguente ad onore de’ mentovati studi e a somma utilità di coloro che li professano il dimostrarli sotto questa nuova relazione opportuni molto e profittevoli non che innocui ed innocenti. Se a ciò valgano le riflessioni d’Evasio e i suoi familiari trattenimenti un’attenta e ben meditata lettura vel persuaderà meglio di quello che si potesse per me annunciarvelo.

Del pari non tarderete ad accorgervi che l’Autore possiede, senza tuttavia ostentarne la dovizia, copiose e mature cognizioni matematiche: egli è d’anni giovine ancora forse di voi poco meno, e si [p. 4 modifica]acquistò già merito e fama di provetto nelle Scienze, delle quali egli tesse nelle sue Lettere una specie di apologia per riguardo alla Morale e alla Religione. Questa circostanza non può non aggiunger forza presso di voi ai ragionamenti di lui, ed è per tale motivo che io mi tenni in dovere di non passarla in silenzio, comecchè per altra parte rispettar mi convenga la brama dell’amico di non essere palesato.

Giovi dunque la presente operetta a svegliare in voi sensi di emulazion generosa de’ quali abbiano insieme a compiacersi e a gloriarsi la Scienza, la Società e la Religione.