Lo schiavetto/Atto terzo/Scena III

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Atto terzo - Scena III

../Scena II ../Scena IV IncludiIntestazione 22 settembre 2009 75% Teatro

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Grillo, Cicala, corte, Alberto, Prudenza

Grillo.
Signore Alberto? signora Prudenza? Slargatevi, ché ’l signore vuole pigliare un poco d’aria. Cicala, fa’ porre qui la seggiola.
Cicala.
Ecco qua la carriega del signore. È spazata e lucente?
Grillo.
Oh? Così sta bene. Sù, che si vada a tôrne un’altra per la signora.
Prudenza.
E che, non occorre, bel paggetto.
Alberto.
Lascia che faccino tutto quello che vogliono, così debbe esser espresso volere del loro principe.
Grillo.
Il signor Alberto l’intende; so ben io quello che n’ha imposto il signore sotto pena di sferzate e della disgrazia sua. Càppari, signor Alberto, è bella questa vostra figliola.
Alberto.
Ti piace?
Grillo.
Se mi piace? Sono un furfante, se Grillo non si contentasse cantando di morirle su ’l buco.
Prudenza.
Oh? Signor padre, sentite, sentite, che cosaccie dice questo furbetto.
Grillo.
Perdonatemi, signora, perché sono così allegruccio di natura; e ho detto così per farla ridere, vedendola stare tanto di malavoglia.