Manuale teorico-pratico per la coltivazione della vigna latina/I/IV

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Qualità del vitigno e scelta

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CAPITOLO IV.

Qualità del vitigno
e modo di sceglierlo e conservarlo.


43. — Riesce meglio il vino proveniente da una pessima qualità di uva, di quello che da una mescolanza di qualità diverse, per cui è necessario che la vigna abbia un’unica qualità di ceppo.

44. — In collina piantate i vigneti con uve che maturino presto, in causa dei venti, facendo tesoro di quelle qualità indigene che diedero buona prova di sè.

45. — Fra le qualità forestiere per omogeneità di suolo e di clima con noi, fino a che non se ne conoscano delle più adatte, preferite il pino nero di Borgogna (noivien), ed il tokai che è una qualità pregevolissima su tutti i rapporti.

46. — Abbiamo visto che la vite è una di quelle piante che si propaga facilmente non solo per seme, ma ben anche piantando in terra una bacchetta contenente una gemma od occhio debitamente conservato mentre ancor dorme la vegetazione (1, 2, 3, 4, 5, 6).

Questa bacchetta contenente una gemma, che non è se non un pezzo di pampino (7, 8, 9, 10, 11), che portò l’uva nell’anno precedente, prende tre nomi diversi, secondo che venga tagliata, o preparata, e cioè: [p. 25 modifica]

47. - I. La talea semplice, la quale non è che una parte di pampino con una data quantità di nodi forniti dalle rispettive gemme (fig. 4).

Fig. 4. Fig. 5.


48. — II. Il maiolo, che trae il suo nome dalla forma del maglio, o martello, non è che la stessa talea che porta attaccato un pezzo del legno, dal quale ebbe origine (fig. 5). [p. 26 modifica]

49. — III. Finalmente la barbatella, la quale non è se non la talea, od il maiolo posto in vivaio, e che abbia messo radici, per cui costituisce una vera pianticina di vite di uno, o più anni di età.

50. — Il tralcio preferibile è il maiolo tagliato con molta diligenza ed esattezza dove appunto il legno nuovo s'innesta col vecchio, o meglio sotto la prima gemma. Fig. 6. Ora questo maiolo così mutilato rassomiglierà ad una zampa di cavallo, per cui col nome appunto di zampa di cavallo viene chiamato dai viticultori (fig. 6).

51. — Quella corona di gemme che sta sopra il taglio della zampa di cavallo, posta che sia sotterra si trasformerà in una corona di fitte radici, le quali non potrebbero essere mai prodotta da una gemma isolata.

52. — È bene però avvertire che il taglio per ridurre il maiolo a zampa di cavallo non deve farsi se non al momento della piantagione, poichè è bene che resti attaccato alla talea quel pezzettino di legno vecchio, imperciocchè esso serve a mantenere in tutto il tralcio una certa freschezza ed umidità.

53. — Stabilita che avrete l’unica qualità di vite con cui vorrete piantare il vigneto all’epoca della vendemmia, segnate con vernice bianca quelle che sono più rigogliose o robuste, e più [p. 27 modifica]cariche di uva, e da queste soltanto, e non da altre, traete i vostri maioli.

54. — Fatta con diligenza questa scelta li taglierete in quel momento che vi sarà maggior comodo fra il novembre ed il febbraio, lasciandoli della lunghezza di un metro circa, e preferendo quelli che hanno i nodi fitti, poichè sono assai più prosperi di quelli che hanno internodi fini e lunghi.

55. — È necessario poi saperli ben conservare, ed a ciò riuscirete con grande facilità, e con esito sicurissimo, se li seppellirete sotterra.

56. — Scegliete all’uopo un luogo asciutto ed ivi escavate delle fosse lunghe quanto il bisogno, e profonde un metro. Distendete in esse una mano di maioli ed un’altra di terra, che poi pigerete bene, onde non vi penetri l’aria, e riempita che abbiate la fossa per difenderla dalla pioggia, copritela con un mucchio di terra a guisa di tumulo.

57. — Colle prove che si hanno nell'alta Italia, ed in Bologna, dopo molti anni di esperienza, dovete essere certi che i maioli custoditi in tal modo durano vegeti perfino a 18 mesi.

58. — Io vi esorto far così, tanto più che, come vedremo in appresso, è bene ritardare quanto è possibile l'impianto delle vigne (86, 87, 88).

59. — Quando i maioli vi giungessero da lontani paesi, e fossero rimasti molto tempo in viaggio, avanti di seppellirli, per due o tre giorni, lasciateli immersi nell'acqua onde si rammolliscano. [p. 28 modifica]

60. — È necessario però che siano eseguite tutte queste operazioni con la massima diligenza e delicatezza, poichè comprenderete bene che se si offendessero le gemme, il maiolo non servirebbe più a nulla.