Manuali Hoepli - Astronomia/La Terra e i suoi movimenti/La Terra ruota sopra sè stessa

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La Terra e i suoi movimenti - La Terra ruota sopra sè stessa

../La Terra non è immobile ../La Terra compie una rotazione in un giorno di ventiquattro ore IncludiIntestazione 22 maggio 2008 75% Astronomia

Joseph Norman Lockyer - Astronomia (1878)
Traduzione dall'inglese di Giovanni Virginio Schiaparelli (XIX secolo)
La Terra e i suoi movimenti - La Terra ruota sopra sè stessa
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LA TERRA E I SUOI MOVIMENTI.


§ IV. LA TERRA RUOTA SOPRA SĖ STESSA.


19. Spieghiamo bene che cosa significhi la frase «ruotare sopra sé stesso, o intorno al proprio asse». L’atto del ruotare vi è di certo caduto sott’occhio migliaia di volte senza che forse vi abbiate posto mente; e forse esso sarà stato anche molte volte complicato con quello della traslazione, e allora non avrete saputo chiaramente distinguere l’un moto dall’altro; quest’ultimo caso si presenta nelle ruote di una carrozza; esse ruotano, ovvero girano intorno alle loro sale o assi, nel tempo stesso che trasportano la carrozza da un luogo ad un altro. Invece la ruota da affilare ruota semplicemente, e ruotando fa sì che tutti i punti della sua periferia passino successivamente sotto gli occhi dell’arrotino.

Ma per venire ad un paragone più calzante, osservate una palla montata sul tornio mentre l’operaio la fa girare per darle l’ultima mano: voi siete in una camera, dalla cui unica finestrella un largo raggio di luce entrando batte proprio sulla palla poi sul petto del tornitore. Osservate prima cotesto, che una metà della palla è sempre illuminata, dalla parte della finestra, e una metà, dall’opposta banda, è sempre oscura; poi guardate quel bel nodo del legno di cui è fatto il pezzo tornito e notate bene che esso passa ad ogni giro nel raggio di sole, in guisa che descrive parte del suo giro entro lo sprazzo di luce, e la restante parte nell’ombra.

Vediam ora come gira la palla. Le punte dei toppi la stringono in due punti opposti che sono estremi di un suo diametro; questi voi non li vedete girare, ma intorno ad essi gira visibilmente la palla quasi che fosse attraversata da una spina: ebbene, noi possiamo immaginarci che la terra giri cosi, e allora quei punti si chiameranno poli. Se per avventura il nodo che notaste sul legno si trovasse proprio ad egual distanza dalle punte dei toppi, il circolo ch’esso descrive in un giro vi può dar un’idea di ciò che sulla Terra chiamiamo equatore: un gran circolo equidistante dai poli in tutti i suoi punti; la Terra ne resta divisa in due emisferi d’egual estensione, di cui uno, quello in cui trovasi l’Italia, chiamasi boreale o settentrionale, l’altro australe o meridionale.

20. Dunque la Terra ruota sopra sé stessa come se girasse intorno ad un vero asse che l’attraversasse da un polo all’altro. Ora vi prego di esaminar con qualche attenzione le varie parti della vicina figura 5. Il circolo C B A Q è l’equatore, e nel tempo stesso rappresenta la Terra, il cui polo, dovendo essere egualmente distante da tutti i punti di quello, trovasi naturalmente nel centro P. In S si vede il sole, ben inteso da supporsi ad una immensa distanza, e voi vi trovate in B sull’equatore. Ora, noi abbiam detto dianzi, una di queste due cose deve succedere: o il Sole si muove intorno alla Terra, supposta ferma, e allora esso è sorto in O, vi reca il mezzodì quando è in S e tramonta in O’, come fa in apparenza per chiunque ha la faccia rivolta dalla parte di mezzogiorno. Oppure il Sole è fermo in S, ed allora ecco che cosa deve accadere. Voi al mattino vi trovate, supponiamo, in A e vedete spuntare il Sole S sul vostro orizzonte S S’. Da questa posizione A, voi girate colla Terra nel verso della freccia in direzione contraria a quella del motocenter‎apparente del Sole, e passate successivamente per le posizioni B, C, e in questo tragitto avete il giorno; da C continuando il vostro cammino, passate per Q e tornate di nuovo in A, e in questo frattempo avete la notte; quando siete stato in B, il vostro orizzonte fu O O’ e allora fu per voi mezzogiorno; quando eravate in C avevate per orizzonte S S'', e per voi in quell’istante il Sole tramontava. È evidente che, nel vostro tragitto da C ad A, segnato dal semicircolo C Q A, voi non vedete il Sole, dunque avete notte, e vedete sorgere e poi tramontare, dalla parte opposta al Sole, la Luna e le Stelle.

21. Se avete seguito con attenzione la mia dimostrazione, dovete ora capire perché la strada percorsa apparentemente dal Sole, come da ogni altro astro, in cielo, debba parere un arco di circolo; e come si abbia con regolare e non interrotta alternativa il giorno e la notte.

Nella figura qui sopra si è supposto che il circolo A B C Q rappresentasse il nostro emisfero; per conseguenza il punto P rappresenta il polo nord (boreale); chi stesse in piedi su di esso, da qual si voglia parte fosse rivolto, vedrebbe sempre il Sole girare dalla sua sinistra verso la sua destra. L’opposto accadrebbe per un osservatore situato sull’altro polo, che chiamiamo il polo sud (australe).

22. Adesso osservate i due circoli interni p q, m n, concentrici all’equatore: il punto p del primo fa up giro nel tempo istesso in cui ne fa uno anche il punto A dell’equatore; ma il circolo p q è più piccolo; cioè la sua periferia ha una lunghezza minore di quella del circolo A B C Q; dunque il punto p, facendo nell’istesso tempo una strada più corta, gira con velocità minore di quella di A; il punto m, situato sopra una circonferenza più piccola ancora, si muove ancor più lentamente; di qui s’intende che i punti della superficie del globo, quanto più son vicini a un polo, hanno una velocità sempre minore; finalmente il polo stesso non ne avrà alcuna, cioè sarà fermo. È come quel punto della palla sul tornio, su cui si appoggiava la punta del toppo.