Monete medaglie e sigilli dei principi Doria/Al lettore

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Dedica Capo I
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AL LETTORE




La Biblioteca del R. Ateneo di Genova alle varie collezioni di libri e codici, che la rendono importante, ha congiunto eziandio un ricco Cimelio di Monete e Medaglie, le quali ricordano le diverse fasi del Comune Genovese, e i diritti delle Famiglie Liguri, ch’ebbero feudi e possessioni. È questo un prezioso monumento per la storia del Paese, se non lasciasi, qual sepolto tesoro, nascosto agli studiosi, e gli si dà vita con quelle cure ed illustrazioni, che raccolte siffatte domandano da coloro, cui sono affidate.

Il cav. Gio. Cristoforo Gandolfi, che mi precesse nell’uffizio di dirigere la Biblioteca, coi dotti suoi volumi [p. vi modifica]sulla Moneta Antica di Genova, pubblicati nel 1841, mise in luce la serie dei Nummi dei Dogi, ch’essa racchiude; e, quantunque tentasse una via non ancora esplorata, seppe creare un sistema per conciliare l’ordine cronologico con quello delle Monete, che le scoperte più recenti mostrano sempre più giusto.

E l’opera sì bene intrapresa avrebbe egli senza dubbio ridotta a compimento, se gli bastava ancora qualche anno la vita operosa. Le Monete dei varii forestieri, che dominarono Genova, e quelle più rare delle Famiglie Liguri avrebbero ottenuto da lui quel lume che attendono tuttavia.

A supplire in qualche guisa a tal difetto io m’accingo, e facendo capo dalle Monete delle Famiglie, passerò quindi alle altre delle straniere dominazioni, sinchè ogni parte della raccolta sia nota al pubblico, ed illustrata.

La riverenza, che ogni cuor genovese sente per quel Grande, che col senno e con le armi seppe liberare la Patria dal giogo di Francia, mi consiglia a trattar prima delle Monete dei Doria, che, se non molte, son quasi tutte rarissime.

Il mio lavoro divido in cinque capitoli, e, dopo aver cercata l’origine della Famiglia, e data contezza dei feudi, che Andrea Doria ebbe dall’Impero, e del privilegio della Zecca, indago i lunghi nei quali gli [p. vii modifica]eredi di lui batterono Monete. La serie di esse, delle Medaglie e dei Sigilli compie il volume. Nulla io affermo, che non abbia l’appoggio dei documenti, e questi, che inediti sono in gran parte, invece di citar solamente, reco per intero, onde il lettore abbia sott’occhio quanto la materia chiarisce.

Possano questi miei sforzi non sembrare inutili a coloro, che sanno quanta parte di storia racchiuda la Numismatica, e come si vada attenuando di giorno in giorno, in Italia, il numero dei benemeriti che la coltivano.