Myricae/I due cugini

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I due cugini

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La notte dei morti Placido
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I DUE CUGINI




i


Si amavano i bimbi cugini.
Pareva, un incontro di loro,
l’incontro di due lucherini:

volavano. Nell’abbracciarsi
5i tòcchi cadevano, e l’oro
mescevano i riccioli sparsi.

Poi l’uno appassì, come rosa
che in boccio appassisce nell’orto;
ma l’altra la piccola sposa

10rimase del piccolo morto.


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ii


Tu, piccola sposa, crescesti:
man mano intrecciavi i capelli,
man mano allungavi le vesti.

Crescevi sott’occhi che negano
15ancora; ed i petali snelli
cadevano: il fiore già lega.

Ma l’altro non crebbe. Dal mite
suo cuore, ora, senza perchè,
fioriscono le margherite

20e i non ti scordare di me.


iii


Ma tu.... ma tu l’ami. Lo vedi,
lo chiami. La senti da lunge
la fretta dei taciti piedi....

Tu l’ami, egli t’ama tuttora;
25ma egli col capo non giunge
al seno tuo nuovo, che ignora.

Egli esita: avanti la pura
tua fronte ricinta d’un nimbo,
piangendo l’antica sventura

30tentenna il suo capo di bimbo.