Non spargete sospir, diletti amici
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| Mio nome fu Riccardo, e gli occhi apersi | ► |
I
PER IL SIGNOR FRANCESCO CINI.
Non spargete sospir, diletti amici,
Non piangete di me: non era vita
Quella veracemente onde fui tolto.
Vita questa è da dir, che oggidì vivo
In pace eterna, ove desire e gioja
Senza alcun fin vanno compagni insieme:
Così commise dopo morte il Cini,
Che s’intagliasse il suo sepolcro: e certo
Con poco di ragion prendiam vaghezza
Di durar lungamente in questo mondo,
Mondo, che non tien fede, e che ne adesca
Con promessa di bene, ond’egli è privo.