Novellette e racconti/XVI. Ammirabile fedeltà di un cane

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XVI.
Ammirabile fedeltà di un cane

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XVI.
Ammirabile fedeltà di un cane
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XVI.


Ammirabile fedeltà di un cane.


Non paja strano ai lettori che fra le notizie della presente settimana entri un cane, la cui fedeltà è degna di riflessione. È questo cane della razza di Pomerania, ed era mantenuto da un povero falegname ammogliato, ma senza figliuoli. A’ dì passati il buon uomo uscì di vita, molto pianto dalla moglie, ma non meno desiderato dal suo carissimo cane, il quale si rimase intorno al corpo del suo amato [p. 28 modifica]padrone, parte mirandolo fiso, parte gemendo, e talora con gli occhi dalle lagrime inumiditi. Fu il corpo portato a sotterrare, e il cane ritenuto. La moglie venne condotta via da’ parenti di lei, e sta con essi. Il cane però non ha voluto seguirla; ma da dieci giorni in qua sta nella stanza del suo morto padrone, solitario e malinconico; e quando vuol uscire, graffia un pochetto, e gli viene aperto da certe donnicciole della strada ove abita. I vicini che sanno quanta sia la sua fedeltà, gli buttano dalle finestre pane e ossami, e l’hanno provveduto di acqua in casa. Egli mangia un pochetto di mala voglia una volta al dì, poi rientra, e non si lascia più vedere fino al vegnente giorno, gittando di tempo in tempo acutissimi urli. Intanto la moglie è passata per via più volte nè allegra nè malinconica: sarà bello l’osservare se cesserà prima il dolore alla vedova o al cane.