Opere di Giovan-Batista Gelli/Avvertenza

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Opere di Giovan-Batista Gelli Della vita e delle opere di Giovan-Batista Gelli
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AVVERTENZA.




Tra le varie opere di Giovan Batista Gelli si è creduto bene di ristampare in questo Volume quelle che generalmente sono più conosciute, senza però lasciare il pensiero di pubblicare anche le altre che sebben meno note hanno tuttavia molto pregio. Ora io non seguirò il costume di molti editori che magnificano la loro edizione al disopra di tutte le altre. Certamente ho adoperato ogni diligenza perchè venisse corretta. Questo effetto avrei potuto maggiormente ottenere, se mi fosse stato possibile trovare i Manoscritti; ma poichè questi non solo non si trovano, ma neppure se ne ha alcuna notizia, ho dovuto condurre la presente edizione sulle stampe, che, fatte vivendo l’autore, debbono essere state da lui sopravvedute. Per la Circe mi sono valso delle edizioni torrentiniane del 1550 e del 1562 stimate le più corrette: per i Capricci del Bottajo di quella torrentiniana del 1548: per la Sporta e per l’Errore di quelle fatte dallo stesso Torrentino, e per la prima anche di quella di Bernardo Giunta del 1550. Il Ragionamento sopra le difficoltà di ordinare la lingua era divenuto rarissimo; e questa è la prima volta che viene in luce dopo l’unica stampa che ne fece il Torrentino nel 1554, ponendolo insieme col libro di Pier Francesco Giambullari che ha per titolo: Della lingua, che si parla e scrive in Firenze. Le altre [p. ii modifica]cosarelle sono pure rarissime, e le ho raccolte più qua e più là, come dico ai loro luoghi. Ho poi creduto bene di non portare la mano non solo ad ammodernare l’ortografia, ma neppure a correggere alcuni luoghi che possono sembrare errati; i quali saranno anche errori del tipografo; ma io non poteva averne certezza mancandomi la fede degli autografi: d’altronde, qualche sgrammaticatura e qualche periodo non regolare sono frutto di quella stagione in cui l’arte di ben formare il periodo non era tanto perfetta; e può averli fatti l’autore stesso, il quale confessa d’avere scritto senza pretensione.

Se queste cure adoperate certo con molto amore conferiranno in qualche modo all’utilità degli studj, io ne avrò conseguito la più cara e più desiderata sodisfazione.