Pagina:AA.VV. - Commedie del Cinquecento, Vol. I, Laterza, 1912.djvu/203

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atto primo 195

SCENA IV

Filocrate viene a parlare a Calonide; e rimari seco di sposar Lucia di corto.

Calonide madre, Filocrate giovane, Lucia figliuola, Girifalco.

          Calonide  Chi è giú?
          Filocrate  Io sono. Aprite.
          Calonide  Aspettami, figliuolo.
          Filocrate  Non mi par giá cangiata. Oh! Dio volesse
          che non ci avesse visto! Iddio ti guardi,
          madre. Quanto m’allegro di vederti
          cosi di buona voglia! ch’istanotte
          non ho dormito mai, del dispiacere
          ch’ebbi, perché pensai che ci vedesse
          Demofilo, iersera.
          Calonide  Anzi, ci vide:
          e me ne dimandò; ma tanto seppi
          bene acconciarla che poi non disse altro.
          E di qui presi occasion d’entrare
          ne’ fatti tuoi; e, per fartela breve,
          tanto ho saputo ben dir mal di te
          che, d’uomo che ci fu giá si ritroso,
          or n’è contento e l’ha rimessa in me.
          Che faremo ora?
          Filocrate  E che! Vo’ che n’usciamo.
          Questo è stato ben fatto: aver disposto
          la cosa seco. Orsú, madre! Ora è fatta.
          Porgimi qui la man; ti do mia fede
          di non mancare; e cosí fa’ tu a me.
          I Quando farem le nozze?
          Calonide  Ora, a tua posta:
          .che a me non manca se non provedere
          a certe cosarelle; poi, del resto,
          possiam farlo istasera. Ma indugiamo!