Pagina:AA.VV. - Commedie del Cinquecento, Vol. I, Laterza, 1912.djvu/241

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atto terzo 233

          venga da sé, senza mandar per lei.
          E questo poi non manca. Giá lo feci
          per uno ambasciator di Portogallo
          che mi donò cinquecento ducati
          in tanti razzi: e feci che, in un’ora,
          l’ebbe nel letto.
          Pilastrino  Non guardar giá a quello;
          che è ben persona, questo gentiluomo,
          da farti il tuo dovere.
          Girifalco  Io t’imprometto,
          se fai ch’io l’abbia in letto, di vestirti
          tutto da capo a pie, senza mille altre
          cose ch’io ti darò. Tu avrai prima
          tanto guarnel che fará un bel giubbone,
          che era fodra d’un saio di mio padre;
          ed un paio di calze di scarlatto
          a martingala, ch’ebbi dal Gonnella,
          4 che ne l’avea donate il duca Borsio,
          e non son fruste che un poco al ginocchio;
          ed un par di pianelle come queste,
          che non son rotte. Poi le scarpe nuove
          comprerem questa pasqua.
          Pilastrino  Che ti pare?
          Di’ poi di noi servire!
          Listagiro  Io son forzato,
          poi che ti veggio esser cosí magnanimo.
          Mi vo’ fidar di te. Le bolge e i libri
          ch’oggi ti lasciai in man...?
          Pilastrino  Son ben qui presso.
          Listagiro  Ordina, adunque, come t’ho insegnato,
          ogni cosa ivi in terra. Truova i cuori
          di colombi e di gufi; e ben rassetta
          tutti quegli instrumenti e quei sacchetti
          e libri; e fa’ da te quella orazione.
          E consacra la casa in ogni canto
          con quei licori. E troverai quel sangue