Pagina:AA.VV. - Commedie del Cinquecento, Vol. I, Laterza, 1912.djvu/277

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atto quarto 269

          Pilastrino  Sento tutto
          appunto come loro: benché mai
          non abbia auto voglia di morire,
          com’ogni or dicon essi.
          Artemona  Di’: in che modo?
          Pilastrino  Prima, non è mai stato al mondo alcuno
          verso l’amata sua si forte acceso
          quanto son io: perché, se è il lor d’un mese,
          d’un anno o dieci, io giá son quaranta anni
          che lo portai del corpo di mia madre;
          perché nacqui con esso e i nostri antichi
          tutti, in millanta gradi, sono stati
          perduti in questo.
          Artemona  Questo ornai si sa.
          Pilastrino  E benché, qualche volta, di goderla
          abbia qualche contento, provo spesso
          l’amare pene, gli affanni, i martiri,
          i travagli e l’angosce, che, non solo
          non prova innamorato, ma pur donna,
          s’è sopra a parto, non gli sente tali,
          quando ne sto, da poi ch’è giorno, un’ora
          senza entrare in cantina.
          Artemona  Io te lo credo.
          Pilastrino  Le contentezze, le beatitudini
          e le gioie e i piacer gusto ne l’anima,
          e nel corpo a un tempo, quand’io vado
          a mangiar con qualcuno ove si trovi
          la mia padrona.
          Artemona  Questi son buon punti.
          Mi pari un Salamon. Saresti buono
          a leggerne in iscranna.
          Pilastrino  E poi le fiamme
          ardenti, che loro han sempre nel cuore,
          sent’io spesso per tutto e, qualche volta,
          in modo ch’io ne sudo e bagno tutta
          la camiscia e le brache, quando posso