Pagina:AA.VV. - Commedie del Cinquecento, Vol. I, Laterza, 1912.djvu/394

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386 gl’ingannati


Gherardo. Questo traditore m’ha disfatto.

Pedante. Come?

Gherardo. S’io non lo taglio a pezzi, s’io non lo squarto con questa ronca...

Pedante. Ditemi, di grazia, come la cosa sta.

Gherardo. Entriamo in casa, poi che il traditore s’è fuggito, ch’io vi contarò ogni cosa. Non séte voi il maestro di suo figliuolo, che veniste a l’ostaria con noi?

Pedante. Si, sono.

Gherardo. Entrate.

Pedante. Sopra la fede vostra?

Gherardo. Oh si!