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166 lirici marinisti

IV

BELLEZZA CHE RESISTE AGLI ANNI

     Barbara, da che vesti il mortal velo
a l’undecimo lustro il tempo inchina,
e pur non anco in te scesa è la brina,
né cadute le rose a tanto gelo;
     e vibri ancor da’ tuoi begli occhi il telo
ch’a ferir ogni core Amor destina,
né val saper che sí l’etá camina,
ch’ella non può mentir se mente il pelo.
     Fu assai che, cinta tu d’aurata gonna,
amorosa guerriera ognun vincesti,
nel fior degli anni tuoi vergine e donna;
     ma perché non giungean sí chiari gesti
al gran valor che del tuo cor s’indonna,
de la natura trïonfar volesti.

V

LA MASCHERATA DELLE ZINGARE

     Vaghe di misurar nuovo emisfero,
scoprendo ignoto clima, isole estrane,
da le dolci d’Egitto aure lontane
a voi ne scorse peregrin sentiero.
     Quattro zingane siam; chiedere il vero
sogliam al ciel de le venture umane;
ma, qui, son l’arti nostre oscure e vane:
altre stelle, altro ciel v’hanno l’impero.
     Ivi lumi veraci e certi errori
son caratteri fidi, in cui si mira
o giusta speme o pur timor de’ cori.
     Qui, senza legge ogni pianeta gira,
e folle è ben, fra sí bugiardi ardori,
chi per un guardo mai teme o respira.