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230 lirici marinisti

XVIII

LA MADDALENA

     Cangia in ruvida spoglia, in corda irsuta,
questa bella pentita il manto adorno,
pompa di vanitá, fregio di scorno,
di caduca ricchezza ombra caduta.
     Prima, tra lussi in maestá seduta,
mille ricche vedea cortine intorno;
or mira, entro selvaggio ermo soggiorno,
con frondosi ricami edra intessuta.
     Trïonfa ella del mondo, illustre ed alma,
non piú con armi di beltá profana,
ed ha sotto una palma oggi la palma.
     Cosí, presso una limpida fontana,
de le lagrime sue purgando l’alma,
ov’era Citerea, sembra Dïana.

XIX

SAN FRANCESCO D’ASSISI

     Godea, rapito al ciel, languido amante,
Francesco, acceso il cor d’ardente zelo,
e parea sospiroso ed anelante
da le rupi d’Alvernia alzarsi al cielo;
     quando in mezzo al rigor, fra l’ombra e ’l gelo,
cherubin luminoso e sfavillante,
che stampa in lui come in purgato velo
l’imagine di Dio, viva e spirante.
     Ben del sommo Pittor mostra i disegni
chi per l’uomo salvar mostrò nel mondo
tanti esempi di vita illustri e degni.
     Dovuto a lui fu tanto onor giocondo;
dovea portar de la salute i segni
chi fu de l’uomo il redentor secondo.