Pagina:AA. VV. - Lirici marinisti.djvu/333

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paolo zazzaroni 327

X

L’ARCA DI RE PIPINO

nella basilica di San Zeno in Verona

     O tu, che per sentier torto e celato
scendi tra questa cava erma e romita,
sol per veder quaggiú d’urna fallita
un vedovo ricetto, un marmo alzato;
     l’avel qui dentro al gran Pipin fu dato,
quando dal mondo al ciel fece salita;
ma quindi poi da mano ignota e ardita
fu con la spoglia il cenere furato.
     Ora, di quello in vece, altro stupore
per ammirar di novo è qui rimaso,
d’un vivo fonte il rinascente umore.
     Mira qui da vicin per entro al vaso
stemprarsi il sasso in limpido licore,
quasi pianga del furto il tristo caso.

XI

LA TOMBA DI TAIDE

     Taide qui posta fu, la piú perfetta
dispensiera de’ gusti al molle amante.
Lettor, s’ardi d’amor, fatti qui inante,
ché stesa in questo letto ella t’aspetta.