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520 lirici marinisti

     Stelle, che piú volete?
avete influssi piú maligni e infesti?
stelle no, ma comete,
che presagi son questi?
ogni segno per me s’accozza infausto?
del destino olocausto
bamboletto perché mi fece il fato,
se cagion non sapea men di peccato?
     Vibra clava nocente
armato di terror crudele Alcide;
stella non piú splendente
le mie speranze uccide,
ed avverati vidi i suoi presagi
finor ne’ miei naufragi.
Alma, qual dunque scampo aver tu puoi,
se tuoi nemici in ciel s’arman gli eroi?
     In questo giorno appunto
infausto... ah no, che dissi? oh folle! e dove
a delirar son giunto?
Se al sempiterno Giove
consecrato ved’io si lieto giorno,
di nuova luce adorno
ecco risplende fausto il natal mio,
se in oroscopo uman risplende Iddio.
     Sogni, larve, follie,
d’Ipparchi indegni e d’Apolloni infidi,
pelasge fantasie,
non sia ch’in voi mi fidi.
Che Eudossi, che Maneti ed Albategni?
che figure? che segni?
Se in segno di pietá Dio mi sovrasta
di pan con gli accidenti, a me ciò basta.
     Pensier, se occulti arcani
hai desio di spiar, qui ferma il volo.
Qui misteri sovrani
apprendere puoi solo.