Pagina:Alamanni - La coltivazione.djvu/348

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332 BACCO

     Colma si sta:
     L’acqua cedrata
     Di Limoncello,
     780Sia sbandeggiata
     Dal nostro ostello:
     De’ gelsomini
     Non faccio bevande,
     Ma tesso ghirlande
     785Su questi miei crini:
     Dell’aloscia e del candiero
     Non ne bramo e non ne chero:
     I sorbetti, ancorchè ambrati,
     E mille altre acque odorose
     790Son bevande da svogliati,
     E da femmine leziose:
     Vino, vino a ciascun bever bisogna,
     Se fuggir vuole ogni danno;
     E non par mica vergogna
     795Tra i bicchier impazzir sei volte l’anno.
     Io per me sol nel caso,
     E sol per gentilezza
     Avallo questo e poi quest’altro vaso;
     E sì facendo, del nevoso cielo
     800Non temo il gielo,
     Nè mai nel più gran ghiado io m’imbacucco
     Nel zamberlucco,
     Come ognor vi s’imbacucca