Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. II, 1966 – BEIC 9707880.djvu/186

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180 profugiorum ab ærumna

collera si li rompea e fuori in terra traboccava, costui, principe ottimo e constantissimo, dicono che per suo sollazzo e vezzi tenea colombi paia ventimila, e pasceagli del frutto de’ loro pippioni: godea vedergli volare, e, come dicono e’ poeti, godea sentirgli gemere ne’ suoi amori e applaudere e festeggiare coll’ale a chi ben gli nutriva. Racconta Suetonio istorico che Tiberio Cesare principe romano pigliava sollazzo in mezzo al bagno natare con più e più tenerucci fanciugli, e ridea dicendo: questi sono e’ mia pesciatellini. Ulisses solea presso a Circes lavarsi co’ bagnuoli odoriferi. Catone, quel buon romano si levava dalle fessitudini delle sue faccende e tessea paneruzzole. Vidi io alcuni di natura duri, bizzarri, inessorabili, a cui bisognava quasi come per escludere e pignere fuori quel piuolo rotto del pertuso infiggervi uno altro intero piuolo, e per trargli la bizzarria bisognava litigar seco di qualche cosa ed eccitar seco qualche rissa tanto che si sfogasse, e poi era mansuetissimo e facilissimo e flessibile in ogni parte. A Pirro Eliensis filosofo, figliuolo di Plistarco, scrive Laerzio istorico, fu trastullo tenere una sua scrofa ben munda dal loto e ben pulita, e forse se la tenea, qual fanno le mamme, in collo per sua bambina. Così molti simili essempli e modi da espurgare la erumna e gravezza de’ duri pensieri e atti a restaurarci, s’io vi pensassi, potrei esporveli, co’ quali e’ nostri maggiori soleano recrearsi. Ma questi per ora bastino a quanto intendiamo.

Adunque e noi, quando forse ci si presentassero triste alcune memorie e insurgessero in noi turbulenti pensieri e agitazione di nostra mente, e già cominciassero opprimerci grave alcune e dure sollicitudini, subito in que’ principi osteremo prima che l’animo sia convinto, però che l’animo non può mai poi imperare a se stesso. A que’ primi insulti adunque subito usurperemo simili remedi; e con ogni arte e diligenza cureremo vendicarci in tranquilla ed espedita libertà d’animo e di mente. E vuolsi, come si dice, se un solo non giova, molti forse gioveranno, vuolsi provarne più e più, tanto che tu senta da qualche uno l’animo tuo acquietato e pacificato con teco stessi.

Restano alcuni ultimi e ottimi ricordi a questa materia quali non voglio preterirli, e sono questi: non repetere all’animo tuo