Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. II, 1966 – BEIC 9707880.djvu/298

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292 epistola consolatoria

in un tratto perdea tanto numero di suoi noti e familiari? Agiungi le contumelie quali el ricevette dal figliuolo. Abraam, piissimo, uscì peregrinando in essilio per terre disertissime, in quale e le difficultà de’ luoghi e la cura di ben guidare e’ suoi el tormentavano. Grave fame sofferse appresso e Palestini e appresso gli Egizi: fu in acerbissimi travagli e molestissime suspizioni temendo grave pericolo alla salute sua e alla pudicizia della sua amantissima moglie. Convenneli armarsi e concertare contro a’ Persi, superbissimi vincitori e crudelissimi. Fu a lui quel desiderio quasi in tutta la sua età d’avere figliuoli iusti eredi un tormento inestimabile. Supervenneli incendio de’ suoi finittimi popoli, quale accrebbe cagione alle sue lacrime. Isaac, in pari maninconia, desiderando vedere nato di sé chi doppo a sé servasse el nome suo, più età visse, né li fu permesso sentirsi esaudito in tanta espettazione e iusto desiderio sanza molestia, ove la moglie a lui partorì con tanto suo pericolo, e quasi con la morte della madre uscì in vita quel tanto bramato figliuolo. In casa sua vide moglie a’ figliuoli a sé mal grata e aliena da’ suoi santissimi instituti: sofferse in casa assidue gare e contenzioni di quelle mal costumate femminelle; e per accrescerli tedio, udendo tutto el dì cose a sé moleste, perdé il vedere, e cieco potea prendere consolazione niuna di guardarsi innanti le cose a sé grate e iocunde; onde li seguitò che per fraude della moglie benedisse chi el non volea. Iacob sofferse gravissime inimicizie dal suo fratello, tale che fuggendo dalla patria sua in somma povertà, non senza molte fatiche schifò gravissimi apparecchiati contro a sé pericoli; qual cosa lo strinse a vivere servo fra gente barbara anni non meno che venti. Non racconto e’ superchi caldi, le lunghe vigilie, e’ molesti freddi, giacci, venti, polvere, quali lo atterravano, e giusti premi tanto amati, la promessa e dovuta moglie a tante fatiche sue, in quante el visse anni due volte sette in infima servitù beffato. Pur, quando che sia, gli ottenne; ma fu a lui pienissima di molestia, ove ella sterile e per questo indegnosa a lui troppo, era meno ch’el non desiderava ioconda. Vide rapita la sua figliuola festivissima; pianse el caso della moglie tanto da sé amata, quale partorendo perì; e fu tutta la sua vita tale che