Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/195

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libro settimo. 173

potesse bagnare chi entrava nel Tempio, nè che ella potesse anchora entrare a bagnare dentro il Tempio, et però turavano le fauci di quelle teste, che corrispondevano sopra le porte et sopra le finestre. I Corinthii non aggiunsono cosa alcuna a queste sorti di lavori d’architravi, et fregi, et cornici, eccetto questo, se io bene me ne ricordo, che e’ non messono i mensoloni coperti dinanzi, nè tagliati anco a piombo, come i Dorici, ma ignudi con una forma, simile a una onda, et li messono discosto l’uno da l’altro, altanto che con le teste sportavano fuori, del diritto, ma ne le altre cose seguitarono gli Ionici. Basti haver detto insino a quì de colonnati, che hanno ad haver sopra gli architravi. Ma de le colonne sopra le quali s’haranno a voltare gli archi tratteremo quando diremo de la Basilica. Restanci alcune cose appartenenti a si fatti colonnati da non le lasciare certamente indietro. Conciosia che egli è manifesto che quelle colonne, che hanno a stare a lo scoperto, paiono sempre più sottili che quelle colonne che hanno a stare al coperto: Et quanti più canali farai in una colonna, tanto apparirà più grossa. Et perciò ne insegnano in questo modo: facciasi che le colonne scanalate, che hanno a stare a lo scoperto ristrette intorno intorno da la veduta, sieno alquanto più grosse, o veramente accrescasi il numero de canali. Ma i canali si fanno o diritti per il fuso de la colonna, o vero a torti, che aggirano essa colonna. I Dorici gli fanno diritti per il lungo de la colonna. Questi canali da gli Architettori forno chiamati Strie, et appresso i Dorici erano venti, gli altri ne usarono far ventiquattro: Altri divisono questi canali con un pianuzzo fra l’uno, et l’altro, il quale si fa non meno che la terza, nè più che la quarta parte del vano del canale, et si incavano i canali a mezo cerchio. I Dorici fanno i canali sempiici senza la divisione del pianuzzo; alcuna volta piani, o più tosto incavati per il quarto d’un cerchio, et finiscono detti incavi continovati in uno angolo. I canali de la terza parte de la colonna, che vengono da basso, quasi tutti gli riempierono di canelli, accioche la colonna fosse più gagliarda et manco atta ad essere offesa da le percosse, et da le ingiurie. I canali, che sono tirati per il lungo de la colonna, fanno parere la colonna a gli occhi di chi la risguarda, più grossa che ella in fatto non è. Ma que’ canali, che si avvolgono atorno a la colonna si variano, ma quanto manco si fanno svolgere dal diritto de la colonna, tanto pare la colonna più grossa. Le volte che davano i canali atorno a la colonna, non mai ne usarono più di tre, ne manco di una. Il canale qual si voglia che tu ti faccia da basso ad alto, bisogna che sia tirato con uguale et continovata linea, accioche gli scavi sieno giusti per tutto, et la regola de lo incavarli piglieremo dal canto de la squadra. Hanno i Matematici una linea, che da qual si voglia punto tirata ne la circunferentia d’un mezo cerchio a le teste del diametro di detto mezo cerchio, la chiamano angolo retto, o a squadra. Incavati adunque i lati de canali si hanno ad affondar tanto nel mezo, che in si fatto affondamento termini liberamente il canto de la squadra, toccando i labbri: ma da qual tu ti voglia de le due teste de la colonna scanalata si ha a lasciare uno spatio conveniente, mediante il quale si distinguino i voti de canali da collarini, che atorno atorno gli serrano. Et di loro sia detto a bastanza. Dicono che a Menfi usarono intorno al Tempio di servirsi in cambio di colonne, di statue di dodici cubiti, cioè di braccia nove. In altri luoghi posono colonne con il sodo avvolto vestite di pampani, et piene di uccelletti di rilievo. Ma in quanto a la maiestà, son più convenienti a Tempii le colonne pulite et stiette. Mettonsi insieme certe misure che a metter le colonne in opera, arrecano a maestri facilità grandissima: percioche si annoverano le colonnine, che s’hanno a mettere in una fabbrica, et dal numero di quelle si cava la regola del metterle in opera. Et i Dorici per cominciarmi da loro, se haranno a metter in opera quattro colonne, divideranno la testa de la pianta de l’edificio in ventisette parti; se vi se ne harà a metter in opera sei, si divi-


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