Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/225

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libro ottavo. 203

quanto la via: le pile si faranno infra loro di numero, et di grandezza uguali, et saranno grosse per il terzo del vano. Le cantonate, o punte de le pile, che sporgeranno incontro a lo impeto de le acque, sieno per la metà de la larghezza del ponte, et siano tanto alte che sopra avanzino a le piene de le acque. Le punte de le pile che sono secondo il corso de le acque, sportino infuora altrettanto, nè si disconverranno nondimeno se elle saranno spuntate, o quasi bistondate, et mi piacerà che per sostenimento de le teste, o coscie de ponti da lo lato di sopra, et da quello di sotto si rilievino barbacani per reggere più gagliardamente le teste del ponte, la grossezza de’ quali da basso non occupi manco che per i duoi terzi de la larghezza de la pila: gli archi de’ vani con tutte le teste staranno fuori de la acqua, i disegni de’ quali si caveranno da lo architrave Ionico, o più presto Dorico, et si faranno grossi ne’ ponti grandi non punto manco che per la quindicesima parte di tutto il vano de l’arco. Per fare la sponda del ponte più gagliarda, scompartirai a linea et a piano alcuni scompartimenti quadri, sopra i quali se e’ ti verrà anco bene, potrai rizzare colonne, acciò possino bisognando reggere uno tetto: la altezza de le sponde con il zoccolo, et con la cimasa sarà due braccia; et infra l’uno zoccolo, et l’altro, overo fra l’uno piedistallo, et l’altro metterai lastroni per ritto, overo muro: l’uno, et l’altro di questi habbia per cimasa una goletta,; o più tosto una ondetta, tirata per tutta la lunghezza de la sponda: il zoccolo da piede corrisponderà parimente a la cimasa. Saranno quei duoi andari di quà, et di là, che mettono in mezo la strada di mezo del ponte, fatti perche vi vadino le donne, et i pedoni, duoi scaglioni più alti, che questa via del mezo, la quale per amore de le cavalcature si lastricherà di felici: l’altezza de le colonne con gli ornamenti sarà quanto la larghezza del ponte. Il riscontro de le vie, et la piazza sono differenti solamente ne la grandezza; conciosia che il riscontro de le vie non è altro che una piazza piccola. Comandava Platone che ne’ riscontri de le vie, vi fussino spatii, et larghezza, acciò vi si ragunassino le balie con i putti, et vi stessino insieme. Et credo che ciò fusse si perche i putti stando a la aria diventassino più gagliardi, si accioche le balie vendendosi l’una l’altra diventassero più pulite, et più dilicate, et fussino manco negligenti ad errare ritrovandosi insieme tante, che osservavano una medesima scola. Certamente, che et ne la piazza, et nel riscontro de le strade sarà ornamento non piccolo se vi sarà una bella loggia, sotto la quale i vecchi padri stieno o sedendo, o passeggiando il giorno, o a farsi scambievolmente servitii l’uno a l’altro. Oltre a che la presentia de padri spaventerà, et raffrenerà la scherzante gioventu nel resto de la piazza da ogni malignità, et da ogni sciocchezza in che trascorre la età giovanile. La piazza ne sarà una dove si maneggi oro, et argento, l’altra per gli herbaggi, l’altra per i bestiami, et un’altra per legnami, et simili; a le quali si aspettano ne la Città et luoghi, et ornamenti determinati: ma quelle dove si ha maneggiare l'oro et l’argento, bisogna che sia eccellentissima sopra tutte le altre. I Greci facevano il mercato quadrato, et lo acerchiavano con logge grandissime, et doppie adornandolo con colonne, et architravi di Pietra, et sopra le logge facevano terrazzi da passeggiare. Appresso a nostri Italiani il mercato era un terzo più lungo che largo. Et perche secondo l’usanza de gli Antichi in tal luogo si vedevano esercitarsi i giuochi de la Scherma, vi si mettevano le colonne più rade, et intorno a le logge erano gli argentieri, et i banchi, et sopra il primo piano si facevano i terrazini fuori del diritto de le mura da poter vedere gli schermidori, et i magazzini che havessino a servire per l’entrata del publico. Queste erano quelle cose che egli usavano di fare. Ma noi loderemo ancora quel mercato, che sia il doppio più lungo che largo, et è conveniente che la loggia, che vi si farà atorno, corrisponda con alcune misure a la piazza, che vi resta a lo scoperto, accioche ella non paia troppo grande, essendo le logge troppo bas-


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