Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/316

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294 della pittura

raggi, cosi de gli ultimi come di quei di dentro, et del centrico, et alle cose che si son raconte di sopra de la piramide visiva, bisogna aggiugnere quella sententia de Matematici, con la quale si pruova, che se una linea diritta taglierà i duoi lati di alcuno triangolo, et sarà questa linea tagliante, tale che facci ultimamente uno altro triangolo, et ugualmente lontana da la altra linea che è basa del primo triangolo, sarà allora certamente quello triangolo maggiore proportionale di lati a quello minore. Questo dicono i Matematici. Ma noi accioche il parlar nostro sia più aperto a Pittori, esplicheremo più chiaramente la cosa. Ei bisogna che noi sappiamo qual sia quella cosa che noi in questo luogo voglian chiamare proportionale: noi diciamo che quegli sono triangoli proportionali, i lati et gli angoli de quali hanno infra di loro la medesima convenientia: Che se uno de lati del triangolo sia più lungo de la basa per due volte et mezo, o un altro per tre, tutti i cosi fatti triangoli sieno essi o maggiori o minori di questo, pur che eglin habbino la medesima conrispondentia de lati alla basa per dir cosi, saranno fra loro proportionali. Imperoche quel rispetto che ha la parte alla parte sua nel triangolo maggiore, l’ha hora ancora la parte alla parte nel minore. Tutti i triangoli adunque che aranno cosi fatti appresso di noi, si chiameranno proportionali: et perche questo sia inteso più apertamente, ne daremo una similitudine. Sarà uno huomo piccolo proportionale ad un grandissimo mediante il cubito: purche si servi la medesima proportione del palmo, del piede, per misurare le altre parti del corpo in costui, per modo di dire cioè in Euandro, che si osservano in colui cioè in Ercole, del quale Gellio disse che era di statura grandissimo più di tutti gli altri huomini. Ne fu ancora altra proportione ne membri di Ercole, che si fusse quella del corpo di Anteo Gigante. Imperoche cosi come la mano corrispondeva in ciascuno in proportione al cubito, et il cubito in proportione al capo et a gli altri membri con uguale misura infra di loro, il medesimo interverrà ne nostri triangoli, che ei sarà qualche sorta di misura infra i triangoli, mediante la quale i minori corrisponderanno a maggiori in le altre cose, eccetto che nella grandezza. Et se queste cose si intendono tanto che bastino, deliberiamo, mediante la sententia de Matematici tanto quanto fa a nostro proposito, che ogni taglio di qualunque triangolo parimente lontano da la basa, genera et fa un triangolo simile si come essi dicono a quel loro triangolo maggiore, et come lo diciamo noi proportionale. E perche tutte quelle cose che sono fra loro proportionali, le parti ancor loro son in esse corrispondenti, et in quelle cose, nelle quali le parti sono diverse et non corrispondenti, non sono proportionali; le parti del triangolo visivo sono oltre alle linee, ancora essi raggi, i quali saranno certamente nel risguardare le quantità proportionali de la Pittura, uguali quanto al numero alle vere, et in quelle che non saranno proportionali, non saranno uguali. Imperoche una di queste quantità non proportionali, occuperà o più raggi, o manco. Tu hai conosciuto adunque in che modo un qual si voglia minore triangolo, si chiami proportionale al maggiore, et ti ricordi che piramide visiva si fa di triangoli. Adunque referiscasi tutto il nostro ragionamento che habbiamo havuto de triangoli, alla piramide. Et persuadiamoci, che nessune de le quantità vedute de la superficie, che parimente sien lontane dal taglio faccino nella Pittura alreratione alcuna. Imperoche esse sono veramente quantità ugualmente lontane, proportionali in ogni ugualmente lontano taglio da le loro corrispondenti: la qual cosa essendo cosi, ne seguita questo, che non ne succede nella Pittura alteratione alcuna de dintorni, et che non sono alterate le quantità, da le quali il campo o lo spatio si empie, et da le quali sono misurati o compresi i dintorni. Et è manifesto che ogni taglio de la piramide visiva, che sia ugualmente distante da la veduta superficie, è similmente proportionale ad essa veduta superficie. Habbiamo parlato de le superficie proportionali al taglio, cioè de le ugualmente lontane alla superficie dipinta. Ma


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