Pagina:Alberti - Della pittura e della statua, Milano, 1804.djvu/161

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128 della statua

comodissimamente fare quel che poco di sopra si disse, cioè fare mezza la tua statua a Carrara, e l’altra mezza finire nell’Isola di Paro. Imperocchè seghisi per il mezzo la detta statua, o modello di Fidia in due parti, e sia questo segamento, o taglio di una superficie piana, là per modo di dire dove noi ci cinghiamo. Senza dubbio confidatomi io negli ajuti di questo nostro diffinitore, o instrumento, e da essi ajutato, potrò notare quanti si vogliono punti, che io mi sarò presupposto di notare nel cerchio del diffinitore attenenti alla segata superficie. Se tu mi concedi che queste cose si possino fare, tu potrai indubitatissimamente notare, e segnare ancora in tutto il modello, qualsivoglia parte che tu avrai presa a voglia tua. Conciossiachè tu tirerai nel modello una linea rossa piccola, che in quel luogo ti servirà in cambio dell’intersegamento dell’orizzonte dove terminerebbe quel segamento, se la statua fosse segata, ed i punti notati in questo luogo, ti darieno occasione di poter finire il lavoro. Le altre cose ti verran fatte come ti si disse. Finalmente mediante tutte quelle cose che insino a qui si son dette, si vede assai manifesto, che si possono pigliare le misure, ed i determinamenti da un modello, o dal vivo comodissimamente, per fare un lavoro o un’opera, che sia, mediante la ragione, e l’arte perfetta. Io desidero che questo modo di