Pagina:Alberti - Della pittura e della statua, Milano, 1804.djvu/43

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14 della pittura

porta la brevità de’ commentarj, per le quali non è alcuno che dubiti, che la cosa sta in questo modo; il che io credo si sia mostro abbastanza, cioè che mutatosi di intervallo, e mutatasi la positura del raggio centrico, subito appare che la superficie si sia alterata. Imperocchè ella apparirà o minore, o maggiore, o mutata secondo l’ordine che avranno infra di loro le linee, o gli angoli. Adunque la positura del raggio centrico, e la distanza conferiscono grandemente alla vera certezza della veduta. Ecci ancora un’altra certa terza cosa, mediante la quale le superficie appariscono a chi le risguarda, disformi e varie. E questo è il ricevimento de’ lumi. Imperocchè ei si può veder nella superficie sferica e nella concava, che se ei vi sarà un lume solo, la superficie da una parte apparirà alquanto oscura, e dall’altra parte più chiara. E dal medesimo intervallo primiero, e stando ferma la positura del raggio centrico primiera, pur che essa superficie venga sottoposta ad un lume diverso dal primo, tu vedrai che quelle parti della superficie che al primo lume apparivano chiare, ora mutatosi il lume appariranno scure, e le oscure appariranno chiare. Ed oltre a questo se vi saranno più lumi attorno, appariranno in così fatte superficie diverse oscurità, e diverse chiarezze, e varieranno secondo la quantità e le forze de’ lumi. Questa cosa si prova con la esperienza.