Pagina:Albini - Le nostre fanciulle.djvu/120

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
78 Serenità

dire un’infanzia, allegra: se si mariterà sarà certo per amore: ma se anche rimanesse in casa, ella non sarà certo un peso per nessuno, perchè la sua anima è aperta ad ogni gioia. Essa è la compagna di studio di suo fratello che le somiglia; e tutti e due sono l’allegrezza del vecchio babbo e della vecchia mamma, che non si crucciano pensando che possano rimanere presto soli perchè li sanno robusti in tutti i sensi e ben agguerriti per la vita.

Così è: la serenità è la buona salute dello spirito. Si possono fare delle gravi malattie, ma se ne guarisce, e la convalescenza è una pace deliziosa, nella quale tutto si rigusta come nuovo, tutto sembra rinfrescato, si scoprono bellezze nella vita, che prima s’ignoravano.

La tristezza rovina il corpo, avvelena l’organismo, e coltivarla con amore come alcuni fanno, è davvero una colpa. Se guardiamo bene, l’eccesso del dolore ha una sorgente non buona: è un rancore, dopo tutto. Non si sa perdonare, non si sa rassegnarsi alla sventura. È un veleno che fa la bocca amara.

Chi rimpiange senza tregua una felicità perduta, invidia, senza accorgersi, chi la possiede

78 Serenità