Pagina:Albini - Le nostre fanciulle.djvu/49

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Per salire 7


il coraggio dell’attesa.

Benedite il lavoro, figliole, quanto più esso è imperioso; macchina che molte fra noi non possono arrestare sotto pena di veder tutto travolto il loro avvenire, ma che bisogna benedire. È un ventilatore che lancia lontano i miasmi e le scorie: la vita ne rimane purificata e rinfrescata così da attirare con simpatia le anime altrui e far a noi stessi sentire una gioia rinnovantesi ogni giorno.

Benedite l’amore, figliole; questo sole che sorge su tutte le giovinezze. La madre che crede la sua figliuola non turbata da nessun sogno ha dimenticalo d’essere stata fanciulla. Nessuna giunge a vent’anni senza aver almeno coltivato nel segreto un piccolo sogno nutrito d’illusione e di chimere, simile a certi meravigliosi fiori della Florida, appesi con un filo a qualche ramo d’albero ad essi straniero.

Oh i dolorosi disinganni fatti di nulla! Oh le profonde, struggenti malinconie indefinibili! Il mondo ne sorride, ma noi madri sappiamo che i presentimenti di dolore danno spasimi quasi più acuti dei dolori stessi: noi sappiamo anche che si passa di lì, da questi sogni sognati

Per salire 7