Pagina:Alcune Prose Giovanili.pdf/26

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tempo era uso occupare la prima età, egli sorpassò i suoi compagni, acquistando in breve tempo dimestichezza cogli scrittori più difficili. E fra tutti è a notare ch’egli segnatamente pose amore in Cornelio Tacito, il quale non tralasciò mai di leggere anco fra le cure più gravi, avendoselo fatto com’a dire un compagno della sua vita. Non studiò le lettere italiane, allora universalmente neglette, e massime nella parte estrema d’Italia; e neanco attese alla filosofia, perciocchè allora, essendo in grido nelle scuole i sistemi francesi, gretti, superficiali, vacui, malagevolmente poteva essa allettare le tempere generose e magnanime. Ond’egli, entrato innanzi nella giovanezza, raccolse nella medicina tutte le forze dell’ingegno suo non disperse prima nè logorate in molteplici studii; e potette ricavarne frutti così copiosi, che in breve tempo vi acquisto perizia non comune.

E la riputazione sua si fu subitamente sparsa per tutti quei villaggetti che giacciono disseminati giù per le falde de’ silvosi gioghi delle Sile, rimpetto alle quali era il suo luogo nativo. E soventi volte, di notte, con le tede accese, mentrechè navigava, di lontano si partivano frotte di mandriani e agricoltori, e venivano