Pagina:Alcune Prose Giovanili.pdf/35

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tanina del suo paese, occhipietosa, amica di Elena sua sorella, con la quale insieme ella andava agli spassi e alla festa, e, quando morì quella, fece più abbondante lamento di tutte le altre compagne. Tuttavia egli non le manifestava il suo affetto, ed era soddisfatto di amarla dentro il suo cuore. Un giorno, nella piazzuola del villaggio, la incontrò adornata di viole e di fiordalisi che ballava in compagnia di altre giovani; egli non se ne fece contento, e incominciò a piangere di gran dolore dentro di sè, e disse: O fanciulla, duri perpetuamente la festa.

La naturale malinconia a questo giovane ancora l’alleviava un fratello chiamato Angelo, il quale lo amava moltissimo e lo ammaestrava della sapienza; e, andandosene nella campagna e ponendosi ambedue a riposare sotto qualche albero, quivi studiavano e ragionavano insieme. Quel fratello dicevagli: Tu non sai come me, e forse che non te ne ricordi, ma noi eravamo molti, avevamo molte altre sorelle e fratelli, e la nostra casa non era vuota come è ora, ma era piena, e la sera oh quanto facevamo festa! e dipoi si ponevano amendue a piangere, e quello, per confortarlo, consigliavalo di studiare non per altra cagione