Pagina:Alcune Prose Giovanili.pdf/48

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Il suo ingegno era fatto a meravigliosa eccellenza, e inchinato ad universaleggiare; conciossiachè avea coltivato la scienza dello spazio e degli astri e di tutta quanta la natura, e ancora quella del corpo umano, ch’è la parte della natura più considerabile. E, contemplando le naturali bellezze, venne in desiderio di crearne altre simili mediante le arti; e nel dipingere, e nello scolpire statue, e nel sonare fu esperto. La qual cosa non deve maravigliare chi sa in cotesti luoghi quanto sono sovrabbondanti gl’ingegni, e quanta naturale disposizione è per le arti; e principalmente non deve maravigliare chi considera che di tutte le parti mondane si compone una unità perfetta, come dal guizzo e dal tremolio di più corde e dal fiato di più istromenti si forma una concordanza unica, e che Dio crea certe volte alcuni ingegni chiamati straordinarii, nei quali con minore confusione si sente la risonanza di questa musica universale.

Giovane soggiornò in Napoli, e con lo studio, dimorando quivi o in qualche altra parte, poteva procurare celebrità stabile e rendersi reputato in tutta l’Italia: massimamente perchè allora vi accampavano i Francesi e, mentre per