Pagina:Alcuni discorsi sulla botanica.djvu/144

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nella Storia di tutte le scienze vuoi speculative vuoi d’osservazione nacque, come è noto, a Stagira nella nonantesima nona Olimpiade, ossia 381 anni prima dell’era volgare. Appunto intorno a que’ tempi le cognizioni sulle cose naturali andavano ogni dì più crescendo tra i Greci. Già prima della nascita di Aristotile buon numero di prodotti dell’Asia e dell’Egitto erano venuti a comune notizia dei popoli d’occidente per la via dei traffici, e per ciò, che ne avevano insegnato alcuni dei loro medici e sapienti vissuti alle corti dei Monarchi persiani e babilonesi. Ma fu veramente nel bel mezzo della operosa vita scientifica dello Stagirita, che le ardite e felici imprese di Alessandro dischiusero que’ tanti tesori naturali delle Indie e delle terre tropicali, allo studio dei quali i Greci si rivolsero con tutto l’ardore e l’alacrità che era propria di quella gente fervida e immaginosa. Le relazioni dei dotti, che seguirono l’Eroe macedone nelle rapide sue conquiste attraverso l’immenso tratto di paese, che dal tempio di Ammone si stende alle sponde del Jassarte, sono piene di preziose notizie, di vivaci dipinture degli oggetti naturali. La contemplazione delle grandiose e svariate forme di animali e di piante, che per la prima volta si offrono all’attonito e curioso loro sguardo, mentre li riempie di meraviglia, e li accende di nobile entusiasmo, fornisce loro altresì le immagini, e i colori convenienti a descriverli con mirabile esattezza. Aridi scrittori,