Pagina:Alcuni discorsi sulla botanica.djvu/27

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nella quale se il medico non sarà sufficientemente addottrinato camminerà sempre alla cieca incontro al pericolo di scambiare l’alimento col farmaco, ed amendue col veleno, riducendosi nella pratica ad un puro empirismo, sempre dannoso, quando non è guidato dal lume della scienza. — Non dirò già che tutti coloro che si consacrano al difficile e penoso esercizio dell’arte medica debbano recarsi al fondo dei più reconditi misteri della vita vegetativa; ma qual è medico che possa, senza sua vergogna e disagio, prescrivere un rimedio tolto ad una pianta, che egli forse appena conosce di nome, e che veduta non ha mai? E non solo il medico, versato nella cognizione dei semplici, sarà meno soggetto all’inganno e all’errore; ma potrà ancora cavar dai suoi studj molti altri preziosi ammaestramenti. Noto essendogli, che tutte le specie di un genere di piante, e spesso molti generi di una medesima famiglia, posseggono analoghe qualità e virtù, gli verrà fatto di sostituire senza tema di funeste conseguenze a piante rare, esotiche, e perciò costose, altre che crescono vicine a lui, egualmente efficaci e salutari che quelle, ma di assai minor prezzo; mentre saprà guardarsi da così fatte sostituzioni per quelle famiglie, in cui la convenienza dei caratteri botanici nelle vicine specie non consuona colle loro medicinali virtù, e nelle quali, come nelle solanacee, il farmaco qualche volta sta molto presso al veleno. — Ove poi av-