Pagina:Alcuni opuscoli filosofici.djvu/40

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chio, quando ci sta sopra il vertice, quanto quando sta collocata, e distesa sopra l’orizonte, viene da noi stimata maggiore in questa positura, che in quella, ma la verità è che il suo simolacro dentro l’occhio sopra la retina si fà sempre eguale, si che la parte dell’occhio corporale affetta dall’oggetto nell’una, e nell’altra positura è sempre la medesima, e tutto l’inganno consiste, e depende dal giudizio nostro.


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Qui fui interrotto nel ragionamento da Monsignore Cittadini, il quale fatta con la conversazione un poco di cortese scusa, disse, che aveva certa difficoltà nelle cose dette, & in particolare nel punto del farsi l’immagini nell’occhio nostro, a rovescio di quello, che stanno gli oggetti fuori dell’occhio, parendogli, che se fusse vero, che l’immagini venissero rappresentate capovolte dentro l’occhio, non sarebbe stato possibile a noi vederle dirette, ma l’averemmo avute a vedere veramente a rovescio; al qual dubbio rispose Monsignore Cesari-