Pagina:Alestra - Il cielo, 1896.djvu/11

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Iri celeste a vita eterna eletta.
A vita eterna, tanto, che l’immane
fuga del tempo, e l’eternarsi vario
75delle sfere giranti e luminose,
della luce il cammino positivo,
delle faci il tramonto, e della Verde
la predetta nel cosmo lenta fine;
sono un’istante al gelido confronto
80d’una pupilla chiusa dalla morte,
che, dopo il lavorio di mille secoli,
trovi la luce in un principio nuovo!
Oh, quell’ignota alba nulla al rinato
sovverrà del perduto mondo nostro?
85questo bel cielo, l’incantata terra,
la dipartita luna così fredda
di pentelico al par candido marmo
che a li amanti elisea bontade ispira?
Nulla del Sole cui Ercole attira,
90ardente nel maggior moto degli astri?
E del possente mar? nulla, del mare
che guidò nell’America Colombo,
ci sovverrà? del mar infido e bello,
sublime conduttore delle genti,
95che Saffo accolse e che rapì nel gorgo
rigido e bieco della morte, Shelley?
E nulla dell’amor, ch’indichi l’uomo,
la pïetà, l’affetto d’una madre,
o il sogno che ridesti anche l’idea
100ch’ai nostri cari l’anima pervenga