Pagina:Alestra - Il cielo, 1896.djvu/12

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con la fede che il dolce atto conforti?
Nulla, più nulla! Cosicchè il marmo
che le sepolte ossa nostre protegge,
ironia sembra più che sacra speme,
105quando si pensi che più volte il mondo
da parziale fu caos sconvolto,
e l’opra, il senno, la giustizia, il genio
furon travolti cogl’illustri nomi
che felici donar pondo alle cose.
110Ma le stelle sorridono, ed Arturo
ne segue limpidissimo il cammino,
e l’istantanea luce vi trasmette,
di mondi nuovi la quadriglia bianca,
nella fredda danzata ala del tempo:
115di pensier genïali simili esse,
nell’involucro brillano dell’etra,
illuminando i freddi spazi a noi,
ove Andromeda fulgida risplende.
Ogni sistema allora ne compare
120quale rete di tenebre gemmata,
raggi mandando ogni perfetta sfera
al lampo visual scabro di luce,
le fine rilegando argentee fila
intreccio vario di sistemi varj;
125mentre, la fluvïale Latea via,
sparuta nebulosa ai mondi estremi,
a perpetua luce essi abbandona.
E per la notte tacita e solenne,
che non la più leggera aura disfiora,