Pagina:Alfonso Varano - Opere scelte 1705-1788.djvu/48

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26 visione

L’Agnel di Dio spietatamente ucciso,
     Ostia per l’Uom sul tronco offerta al Padre;
     147E abbracciò il tronco, e impallidissi in viso.
Ma ripigliando poi le sue leggiadre
     Forme, e la gloria, a cui fu scelto erede,
     150Forte gridò fra le beate squadre:
L’Onnipotente abita in questa sede.
     Ei tutto può, resister sol non puote
     153Dei cor umani al pianto ed alla fede.
Dall’increspar del ciglio, e dall’immote
     Mie luci in terra il Duce mio s’avvide,
     156Che me dubbio rendean l’ultime note;
E con quella, che al labbro ognor gli arride
     Grazia, cui diede il Ver sue voci in cura,
     159Sciogliea già il freno alle parole fide,
Quando in pien coro udissi: Ah! vieni, o pura
     Alma aspettata; il Ciel per te sospira,
     162Che te rapì fuor della valle impura.
Ei cangiò sensi, e mi soggiunse: Or gira
     Lo sguardo delle Turbe al lato manco.
     165Ecco Enrichetta; a lei ti volgi, e mira.
Ella venìa della Pietade al fianco,
     E l’aria avea leggiadramente umìle,
     168Come d’un volto per dolcezza stanco:
Cingeano i gigli dell’eterno Aprile
     Le nere chiome , ed ombreggiavan lieve
     171Degli occhi neri lo splendor gentile;
Né il serto, che in candor vincea la neve,
     Era al bruno color misto al vermiglio
     174Delle sembianze sue discorde e greve.
Presso alla nube, che asconde il consiglio
     Della Divinità, che in un Dio solo
     177Il Padre abbraccia, e il divo Amore, e il Figlio,