Pagina:Algarotti - Il Newtonianismo per le dame, 1737.djvu/179

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Dialogo Quarto. 167

Il Memi dell* Ottica Newtoniano..Generalmente il più femplice in ogni cofa, è ciò che h trova più difficilmente, e più tardi. Queita ientenza, replicò ella, non fi verifica che troppo anche alla Toletta, dove una difpofizione elegante, ma femplice di nei e di capelli, coita molte volte ilenti, e fdegni infiniti.

Egli fi direbbe fecondo quello principio, iWiuns-io, che le fperienze del Signor Newton glì avellerò coftato infinitamente, Imperciocché fe elegante, femplice, e inficine concludente e Itau la/pemWdi poc’anzi’per provar U diverfa ri frati gibilità, niente meno lo fono infinite 4fr tre, ch’egli i pcnfsto*. tale effetto, e che ognuno s’immaginerebbe di leggieri aver potuto egualmente penfare. Forfè, foggimi fe la Marchefa, non è ella abbaftanza provata la diverfa rifrangibilità da quella fperienza, che vi ha bifogno pei; provala di: altre ancora? Mi fon’io lafeiata forfè pérfuadere.mal a proponto? Egli non è mai, rifpds io, che una Dama fi lafci perfuader fuori di propofito. Ma il Signor Newton medefimo non vi vuol Newtoniana così pretto. Quella fperkmz a bilia a provare la diverfa rifrangiciJità, non v’a dubbio, ma non già a foddisfare un Filofofo, che vuol tentar la Natura in mille maniere, che vuol metterla a mille prove per afficurarfi di ciò,, ch’egli dee credere. Non fi direbbe.egli, difs’ella, che voi fate della Natura una Cochetta, e del Signor Newton, un gelofo, che crede non doverfené mai fidare abbaftanza? Qhefti furono almeno, rifpos’io, tutti i fuoi amori.