Pagina:Algarotti - Il Newtonianismo per le dame, 1737.djvu/235

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Dialogo Quinto. 223

gli Astronomici loro bi fogni vorrebbotio vedere ogni cofa coli’ ultima dittmzione, e quel circoletto in cui i raggi fi unifeono in luogo d’un punto in cui dovrebbono unirli, o la diverfa rifrangibilità, che ne è la caufa, fi attraverfa loro ad ottenerlo.

Farà duopo, ripigliò ella, che quelli così delicati Signori, abbian pazienza, che facciati voti pel ritorno del fecol d’oro, e che limitino intanto i loro defiderj e i loro bi fogni così come pur tutti gli akn uomini, fe fon ragionevoli, e che fi còutemino di avere là diverfa rifrangi bili là ne’ raggi, e non queir ultima diluizione negli oggeti, ch’effi vorrebbono. Non fi ponno avere al Mondo tante cofe in una volta. E* egli forfè poco l’aver notizia di tante belle C maravigliofe proprietà della luce per defiJerare ancora qualche altra cofa di più? 1 loro defiderj perù, nfp.js" io, e i-loto bifogtìi fono così ragionevoli, ed anno tanca con ne (itone con quelli, che ànno ancor cociore, die non fono Agronomi, che il Signor Nevvtou I penfam di- fodisfarli. tigli fi era applicato;egli itfeffó à lavorar vetri pe’ cannocchiali di nuove figure affine di corregger il difetto delle lenti ordinarie.- Quello era il tempo o di aver tutto, o di non fperar mai più nulla. In quefto penfiero effehdo egli, gli fi aprì Una nuova feenà nell’Ottica* fi aecorfe della diverfa rifrangibilità, Jafciò da parte l’incominciato lavoro, e penaò ad un cannocchiale di nuova invenzione, in cui uno) fpecchio concavo fa l’ufficio di quel vetro, che ng’cannocchiali ordinarj fi chiama objcttivo, e