Pagina:Algarotti - Il Newtonianismo per le dame, 1737.djvu/30

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18 Dialogo Primo.

niani; e bisogna certamente che voi abbiate, o Madama, qualche secreta intelligenza con esso loro, per essere così ben informata, come voi siete, di ciò che e’ pensano. Egli saria ridicolo, che un Macchinista si volesse metter in capo d’indovinare come è fatto il di dentro del famoso Orologio di Argentina, quando non s’informasse prima esattamente di tutto ciò, che e’ mostra, della maniera ond’egli suona, e di quelle tante cose ch’egli fa oltre il sonar l’ora. Cosi s’egli è mai sperabile, dicon essi, di far sistemi, che abbian qualche apparenza di dover esser durevoli, egli sarà solo allora che noi per via di osservazioni e di sperienze sapremo tutto ciò, che ne’ termini dell’arte si chiama Fenomeno, e che vuol dire apparenza delle cose, e le leggi, che da essi Fenomeni si ricavano, e secondo le quali la Natura opera costantemente. Per la qual cosa come potea egli mai, a cagion d’esempio, il Descartes Autore principalmente di questa intraprendente Setta di Filosofi fare un sistema ragionevole intorno alla Luce e a’ colori, ignorando affatto tante belle loro proprietà discoperte poscia dal Newton per via di osservazione? Come potea egli lavorar la statua non avendo per così dire il marmo? Eccovi adunque ciò che fanno i migliori Filosofi del nostro tempo, e quelle dotte Compagnie fondate e mantenute dalla munificenza de’ Sovrani, o dal genio delle Nazioni, di osservare cioè, ed in tal modo preparare alla posterità con che forse fabbricar sistemi, che sieno più fortunati, se non altro nella durata, di que’, che abbiam veduto