Pagina:Andrea da Barberino - Guerino detto il Meschino, 1841.djvu/114

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tutti in questa battaglia morire.» E nel mentre gridava a tutta voce: «Via codardi, via gente da poco!» spronò il cavallo dietro al Meschino, il quale era già fino alle bandiere trascorso, e come si fu con lui abboccato, gli disse, come in campo non erano rimasti fermi altri che lor due, e che tutta l’altra gente fuggiva dallo spavento. Per questo fu forza ad entrambi tornare indietro nella città, ed incontrarono per via la gente che fuggiva intorno, ed entrava in città per più porte, colla perdita di circa quattromila de’ loro, morti in battaglia.

La donna che aveva tutta la battaglia veduta, e la gran prodezza del Meschino, fece a lui maggior onore che non aveva fatto prima, e andava poscia dicendo tra sè: «Volesse Dio che questi fosse mio marito e signore!» La donzella entrò nel palazzo in mezzo ad ambidue que’ cavalieri, e li pregò che si andassero a disarmare per suo nome, e pigliar riposo dell’affanno sostenuto nella battaglia. Il Meschino all’incontro pregolla a far comandamento per il trombetta e banditore che tutta la sua gente armata e disarmata venisse in piazza. Tutti i baroni essendosi però raccolti intorno alla donna, il Meschino e messer Brandisio non si poterono tenere che non dicessero: «O gente codarda e vile, e da poco, per cui abbiamo perduta la battaglia, come siete fuggiti da schiavi! Se a voi è fidata la salute della patria, dovrà ben essa presto perire, e andar perduta quella libertà di cui non siete degni. Che altro è dallo schiavo al vile?» Quindi il Meschino si levò nel consiglio, e cominciò a parlare in questa forma:

«Zolfo e fuoco è stata a voi questa fuga, o uomini di Media, i quali per antichi tempi siete per tante famose vittorie celebrati, che avete vinto la battaglia contro gli Assiri, e contra quelli di Armenia, non che contra le feroci Amazzoni, e tutta la Soria già abitaste, perchè a voi soggetta. Voi che avete tante vittorie ricevute, ora per sì picciola battaglia abbandonaste me, e vi siete per tal modo vituperati, che me lasciaste nel campo come se io fossi rimasto là morto. Poichè se voi aveste un poco sofferto la battaglia, senza dubbio la vittoria sarebbe stata nostra. Or che onore vi è, o gente d’arme, che i più vili e nudi d’arme, i Saccomani vi abbiano vinti e cacciati dal campo come vili? Non crediate che io sia venuto a combatter con voi pel solo amore della gloria; io sono