Pagina:Andrea da Barberino - Guerino detto il Meschino, 1841.djvu/115

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capitolo viii. 81

venuto per la ragione, e questo gentiluomo può far testimonianza, che io soccorro quelli che hanno ragione e bisogno d’aver aiuto. Ed ora perchè non unirvi meco con animo generoso e forte, il quale venni in salvamento della vostra libertà e della vostra patria?» Allora disse Brandisio a ciascuno di quelli che erano presenti, come il Meschino era uomo valoroso, e quindi come egli si partì di Francia, e per dove era il suo cammino, e come il Maccabeo il prese col compagno, e questo mangiò, e finalmente come il Meschino uccise il gigante, e cavò da una tana lui ed un prete Armeno. Ed erano là molti mercatanti che erano tornati dalla Tartaria bassa, i quali rendevano testimonianza alla verità, e dicevano inoltro d’essere stati nel paese, dove, il gigante ucciso, fu donato il cavallo a Brandisio.

Il Meschino seguitò quindi a dire: «Credereste voi forse che io sia figliuolo d’un re o d’un barone? Io non ho padre, son figliuolo della ventura, e vo soccorrendo a’ bisognosi signori e popoli, e per la giustizia combatto. Però son venuto in vostro aiuto, ed in difesa di questa donna abbandonata, e da’ suoi sudditi schernita». A queste parole tutti s’inginocchiarono e fecergli riverenza come a un mandato da Dio, e giurarono di mai più non volger le spalle alla battaglia, anzi piuttosto morire. Fatta questa deliberazione, il Meschino diede a tutti licenza d’andarsene, ed egli montò su in palazzo colla donna, Brandisio, e molti altri baroni in compagnia.

Venuti in sala, si posero a sedere in terra sui tappeti al modo usato. La donna comandò al Meschino e messer Brandisio che sedessero appresso a sè e sopra alcuni ingegni alti da terra che eran acconci al modo di Grecia. In questa cena fra mezzo le saporite vivande e lo spumar dei liquori, la donna molto riscaldata d’amore onestamente si dava al Meschino, per il che disse egli a Brandisio: «Amico, io ti voglio dare questa donna per moglie, e farotti re di questo reame». Ed e’ rispose: «Io non ebbi mai migliore ventura che stare con voi, ed a voi rendo mille grazie; imperciocchè con voi io voglio vivere e morire». Il Meschino soggiunse: «Aminadam, io non mi partirò da te, se tutta la Media non sarà al tuo comando e alla tua obbedienza». La cupidigia di maggior signoria le fece accettare il partito della mano di sposa a Brandisio, e alla promessa più mai non disdisse.