Pagina:Andrea da Barberino - Guerino detto il Meschino, 1841.djvu/234

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Guerino detto il Meschino p0017a.png


CAPITOLO XVIII.


Il Meschino e le guide, scampati da molti pericoli, vennero dal Soldano in Babilonia, il quale fece Guerino capitano di tutta la sua gente.


Non appena il Meschino ebbe passate le montagne di Camerata, che giunse ad una città chiamata Frenesi venendo giù dalla riva del Nilo, il qual fiume come passa le porte di ferro, quelli d’Egitto chiamano il Precairo di Babilonia, ed a questa città era molta gente per guardia del paese per il Soldano di Babilonia. Il Meschino e le guide furono presentati all’ammiraglio con lettere del prete Janni. Essendo dinanzi a questo ammiraglio, molto da lui e dagli altri furono guardate le armi ed il suo cavallo, nondimeno gli fu fatto grand’onore. Nella seguente mattina montarono a cavallo senza l’ammiraglio, ed essi cavalcarono fino all’ora di terza, e fugli detto da certi del paese che andassero attenti, perchè in quei giorni erano apparsi certi leoni che facevano danno per il paese, e certi dragoni visti uscire dal fiume Nilo e serpenti e coccodrilli, ma eglino per grazia di Dio non ne trovarono niuno. Pure, poichè gli fu detto questo, andavano in punto con le arme, e avendo cavalcato per fino all’ora di terza giunsero ad un mal passo d’un vallone che durava ben dieci miglia. Allora lo fecero le guide avvisare, ed ei disse: «Andate